Steven Wilson in concerto: non solo musica nel suo show (foto)

Steven Wilson, Grace for Drowning Tour, Milano, Foto.  Il “Grace for Drowning Tour” di Steven Wilson approda anche in Italia per una data imperdibile a Milano all’Alcatraz che precede quella nella Capitale all’Orion di Ciampino. Wilson inizia la sua carriera come cantante e chitarrista dei “Porcupine Tree”, un gruppo musicale progressive e experimental rock britannico fondato alla fine degli anni 80. E’ un artista sempre attivo: oltre alla sua carriera solista e alla sua band storica ha realizzato altri progetti paralleli: nel 2004 ha formato un progetto a due, chiamato Blackfield, con Aviv Geffen, un cantautore israeliano. Nei progetti Bass Communion e I.E.M. Steven suona tutti gli strumenti e cura tutti gli aspetti tecnici inerenti al suono, alla programmazione e alla produzione. La sua capacità di sperimentare suoni psichedelici e musica groove lo rendono un artista unico nel suo genere.

Il tour, omonimo del secondo album di inediti come solista “Grace for Drowning”, è partito il 4 aprile negli Stati Uniti e Sud America per approdare poi in tutta Europa. Ad accompagnare il pubblico prima del concerto una performance visiva di altissimo livello: una musica sperimentale fatta di suoni psichedelici con un ritmo crescente e immagini proiettate su un velo semitrasparente posizionato tra gli spettatori e il palco.
Mezz’ora di visual-art che coinvolge il pubblico: una spiaggia desolata e una sagoma di una persona coperta da teli bianchi che lentamente si avvicina al pubblico.

Alle ore 21 puntuali il concerto inizia con i componenti della band che ad uno ad uno prendono posizione sul palco: Marco Minnemann alla batteria, Nick Beggs al basso e seconda voce, Aziz Ibrahim alla chitarra, Theo Travis ai fiati, Adam Holzman al piano e infine il poliedrico Steven. Il velo semitrasparente che divide visivamente la band dal pubblico continuerà ad essere presente per le prime quattro canzoni: il risultato è un mix di visual surreali uniti alle sagome dei musicisti che vengono proiettate attraverso luci poste alle loro spalle. Sono proposti brani da entrambi gli album di inediti solisti di Steven Wilson: interminabili performance dove l’eccellenza dell’eclettico artista si interseca con i virtuosismi degli altri musicisti. “Index”, “Postcard”, “Remainder the Black Dog” e “Luminol” alcuni dei brani proposti, in una scaletta corta per via della lunghezza di esecuzione di ogni brano.
Poche parole, qualche ringraziamento e qualche introduzione, ma soprattutto tecnica, gusto e stile di spessore.
Il concerto non è solo musica ma diviene anche spettacolo visivo, con una cura maniacale per ogni singolo dettaglio: un mix di arte a livello trasversale, tra musica e pura innovazione.

Pier Luigi Balzarini

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Fotografie di Pier Luigi Balzarini