Salone del Libro: Toni Capuozzo spiega la guerra ai ragazzi

Salone del Libro: Toni Capuozzo spiega la guerra ai ragazzi. Al Salone del Libro di Torino, in calendario nella città dei Savoia sino a lunedì 14 maggio, lo scrittore Toni Capuozzo ha presentato la sua nuova fatica editoriale dal titolo “Le guerre spiegate ai ragazzi” edito da Mondadori. Oggi alle 14.30 nel Bookstok Village, l’autore (anche conduttore di Terra! il programma di approfondimento del Tg5) ha incontrato ragazzi e adulti  per parlare di guerra ma anche di pace. “Io sono cresciuto in una scuola nella quale i fatti peggiori del secolo, quali i conflitti mondiali e i lager, erano proposti come foto sbiadite che non riuscivano a descrivere il reale orrore della guerra“, ha spiegato Capuozzo, ricordando come, nell’immediato dopoguerra “Gli adulti preferivano non parlare di quegli eventi davanti a noi bambini per proteggerci“.

La guerra e i bambini.Ma l’orrore della guerra, il dolore, la distruzione, le sofferenze, la fame forse si dimenticano troppo in fretta. “Quando ero ragazzino – continua lo scrittore nonché grande giornalista e inviato di guerra – si credeva che l’ uomo avesse raggiunto la consapevolezza di quanto non fosse piu necessaria la distruzione. Lo chiamavano “equilibrio del terrore”: si voleva credere che la Russia e gli Stati Uniti fossero consapevoli del fatto che, persistere con il nucleare avrebbe distrutto l’umanità. Beata illusione“. Ma perchè rivolgere questo libro proprio ai fanciulli, ancora così puri e forse non adatti ad apprendere le atrocità di un atto così poco edificante. “A volte i bambini mi fanno la domanda piu semplice di tutte, ovvero “perche?”. Ecco, io credo che sarebbe arrogante pretendere davvero di spiegarne le motivazioni piu profonde, non si puo spiegare quella dose di follia tragica che instilla la guerra” ha commentato Toni Capuozzo.

La guerra: perchè. A questo punto sale la curiosità nel sapere quali motivazioni spingono un uomo a interessarsi di conflitti, tanto da diventare uno dei più importanti inviati di guerra del giornalismo italiano. “Non ero tagliato per fare l’ insegnante – ha precisato l’autore del libro – così sono partito per il Nicaragua in cerca di materiale incandescente da proporre a un giornale. La notizia, però, era ormai vecchia. Ciò nonostante mi incoraggiarono per il lavoro svolto e mi ritrovai a raccontare battaglie per un’ altra testata. Da lì sono diventato per tutti un cronista di guerra“. Ma cosa offre la guerra agli occhi di un uomo che guarda da esterno le atrocità che altre persone si infliggono? “A me non interessano le battaglie della guerra spiega Capuozzo – ma la sua capacità di rivelare il peggio e il meglio degli uomini, tutte le convenzioni solitamente vigenti crollano“. Ma il prezzo da pagare, spesso è molto alto. “In virtu di tutto cio che hai visto, è difficile rimanere indifferenti. La guerra è come una malattia: svela e rivela la natura profonda delle cose. Non vi auguro di veders una guerra – conclude lo scrittore – ma la guerra porta a riflessioni importanti. La prima? Nn esiste alcuna gloria in una guerra“.

Cristina Mania