Maradona, trattato come un criminale dal fisco, esprime solidarietà ai parenti delle vittime

PerseguitatoDiego Armando Maradona tramite il suo legale ha fatto pervenire alla redazione di Adnkronos uno sfogo relativo agli atteggiamenti persecutori tenuti nei suoi confronti da parte dell’Agenzia delle Entrate italiana da ben 25 anni. L’ex calciatore, in causa con Equitalia per una somma pari a 40 milioni di euro di tasse evase, dovrà recarsi in Italia il prossimo 17 maggio per partecipare all’udienza che si terrà in Commissione tributaria.

Trattato come un criminale – Il Pibe de oro confessa di aver subito lo stesso trattamento riservato ai criminali, che è stata calpestata la sua immagine di sportivo oltre che la sua dignità di uomo, e che nei momenti più bui del percorso giudiziario ha pensato anche lui di farla finita come sta succedendo a tante persone in Italia.

La forza di reagire – L’ex campione però sprona tutti coloro i quali cadono in uno stato depressivo a causa delle cartelle esattoriali di Equitalia a non arrendersi e a lottare per vincere la propria battaglia, come sta facendo lui da 25 anni, e che il suicidio non è una soluzione. Maradona ha inoltre espresso solidarietà e vicinanza a tutti i familiari delle vittime del fisco, in particolar modo ai parenti dell’imprenditore napoletano che ha tentato il suicidio e che si trova ancora in coma, aggiungendo che lo Stato italiano dovrebbe tutelare molto di più i cittadini onesti e non perseguitarli.

Marta Lock