Caso Emanuela Orlandi: aperta la bara di De Pedis

La decisione della Procura – La Procura di Roma ha disposto la riapertura della bara di Renato De Pedis, il boss della Banda della Magliana, sospettato di essere l’esecutore materiale del rapimento di Emanuela Orlandi, figlia di un messo vaticano, scomparsa nel 1983 e mai trovata. Il sospetto era che all’interno della bara vi fossero i resti della ragazza.

I resti sono di De Pedis – A seguito dell’apertura della cripta della basilica di Sant’Apollinaire, avvenuta questa mattina, è stato verificato che i resti all’interno della bara appartengono proprio all’ex boss della Magliana, chiudendo quella pista di indagine che ipotizzava la sepoltura della ragazza al posto di De Pedis. All’interno della bara, però, è stata trovata una cassetta con degli altri resti che non apparterrebbero all’uomo e che saranno presto analizzati dagli uomini della polizia scientifica.

La testimonianza dell’ex fidanzata – Rimane in ogni caso valida la tesi aperta grazie alla telefonata fatta al programma televisivo Chi l’ha visto? nel 2005 da parte dell’ex fidanzata del boss, Sabrina Minardi, la quale aveva dichiarato che la Orlandi era stata rapita proprio da De Pedis. Il fratello della ragazza, Pietro Orlandi, ha dichiarato di essere sicuro che Emanuela non si trovasse all’interno di quella bara, e di aver sempre pensato che la Banda della Magliana avesse avuto solo un ruolo esecutivo nella vicenda, altrimenti non potrebbe essere spiegato il silenzio da parte delle istituzioni durato ben 29 anni.

Marta Lock