Fallita l’ultima mediazione, Grecia di nuovo al voto

Seggi riaperti –  I fitti e serrati colloqui tra i leader politici greci non sono serviti: il Governo non c’è, l’unica via d’uscita sono le nuove elezioni. Lo ha annunciato tramite il suo portavoce il Presidente della Repubblica Karolos Papoulias, che nei giorni scorsi aveva provato invano ad avvicinare le parti in campo.
Purtroppo la Grecia va verso nuove elezioni per colpa di qualcuno che ha messo i propri temporanei interessi politici al di sopra degli interessi della nazione” ha dichiarato il leader socialista Evangelos Venizelos, riferendosi esplicitamente alla formazione della sinistra estrema Syriza, che con il suo no ad un governo di larghe intese ha decretato lo stop definitivo delle trattative.
Le nuove elezioni si terranno in tempi brevi, probabilmente a giugno; fino a quel momento il Paese sarà retto da un Governo ad interim, che sarà nominato nella giornata di domani.

Sull’orlo del baratro – Nonostante le ottimistiche dichiarazioni rilasciate dal Presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker, volte a calmare le acque sulla permanenza di Atene nell’Eurozona, diversi Paesi non fanno mistero di preferire l’abbandono della Grecia; in questo senso, la scuola di pensiero teutonica sta abbracciando nuovi adepti: la Grecia “deve decidere se vuole attenersi all’accordo, o se vuole rinegoziare qualche piccolo punto accettabile, o se preferisce lasciare l’Eurozona” ha dichiarato Anders Borg, Ministro delle Finanze svedese, all’uscita dall’ultima riunione dell’Ecofin; “se dopo le nuove elezioni ci saranno richieste irragionevoli di rinegoziare l’accordo, in quel momento la Grecia sarà arrivata al capolinea”.

Damiano Cristoforoni