Processo alle nuove Br, invocata dagli imputati la lotta armata

Il processo d’appello bisClaudio Latino, uno dei cinque imputati presenti in aula questa mattina a Milano per il processo d’appello bis a carico delle nuove Brigate Rosse, ha preso la parola dalla gabbia all’interno della quale si trovava e ha ribadito che, pur non amando la violenza, purtroppo è un’arma inevitabile per spingere i dominatori ad abbandonare il potere.

Respinte le istanze di scarcerazione – I magistrati milanesi hanno respinto le richieste di scarcerazione, avanzate dagli avvocati difensivi dei sette imputati, per decadenza dei termini di custodia cautelare a seguito dell’annullamento delle condanne da parte della Cassazione, reso noto nelle scorse settimane.

Le voci degli imputati – Tre degli imputati presenti, Vincenzo Sisi, Claudio Latino e Alfredo Davanzo, hanno preso la parola rinunciando politicamente alla difesa in quanto non avrebbero niente di cui doversi difendere, confermando di essere militanti del futuro partito comunista rivoluzionario, e leggendo i documenti che avevano portato in aula nei quali erano presenti molti riferimenti alla crisi finanziaria italiana e di altre realtà europee, ai numerosi suicidi avvenuti in Grecia e in Italia e rivolgendo un appello “ai comunisti affinché si organizzino” per compiere la rivoluzione. Le numerose persone presenti in aula, in gran parte simpatizzanti e membri del centro sociale Gramigna di Padova, sono state sgomberate a seguito dei disordini e delle tensioni generate dalla lettura del documento degli imputati.

Marta Lock