“Quello che (non) ho”: riassunto della prima puntata con Saviano, suicidi e strage di Beslan

 

“Quello che (non) ho”- Il nuovo programma-evento di Fabio Fazio e Roberto Saviano intitolato “Quello che (non) ho” in tre puntate su La7 si sviluppa intorno alle parole!

I monologhi di Saviano tra suicidi nel Nord Est e la strage di Beslan–  Ricordando la polemica scatenata, l’anno scorso,   durante la trasmissione  ‘Vieniviaconme’ della parola ‘interloquire’ Saviano esordisce dicendo che detta parola era il trait-d’union tra ‘ndrangheta’ e i partiti, compresa la Lega. Tutti si arrabbiarono dicendo che ciò era inammissibile…  ” Per il suo primo monologo, poi, Roberto Saviano punta sul tema dei suicidi legati alla crisi. Non si può scegliere la morte di fronte ad un problema economico e  rivolge un appello al Governo  perché favorisca la gente ad affrontare i debiti e le tasse aprendo  degli sportelli dove ci si possa rivolgere per capirne qualcosa. Ci sono sempre più suicidi in  Italia legati alla crisi economica e ciò riguarda tutti, non solo lavoratori indipendenti ma soprattutto imprenditori che il più delle volte decidono di darsi la morte nelle loro aziende e questo è molto più che un simbolo!   Quello che evidenzia lo scrittore  è che lo Stato è percepito come nemico quando si sente che il proprio talento e la voglia di lavorare non sono difesi. “. Commozione, poi, per il secondo monologo di Roberto Saviano sulla strage di Beslan nell’Ossezia del Nord, dove un gruppo di 32 ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni ha occupato una scuola sequestrando circa 1200 persone fra adulti e bambini. Lo scrittore ripercorre i tre giorni del sequestro fino al momento in cui le forze speciali russe fecero irruzione e iniziò il massacro che causò la morte di centinaia di persone ( 186 bambini) e oltre 700 feriti. “A distanza di 8 anni – conclude Fazio – i parenti delle vittime non ancora smesso di cercare la verità”.

Maria Luisa L. Fortuna