Riforma del welfare assistenziale, tagli per i redditi più alti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:30

Nella giornata di ieri si è tenuta una riunione tra il ministero dell’Economia, del Welfare ed i sindacati, Cgil-Cisl-Uil, per riformare il welfare assistenziale italiano. La bozza del decreto ministeriale per la riforma, che verrà attuata sulla base di una delega contenuta nel decreto Salva-Italia, dovrebbe riuscire a razionalizzare la spesa assistenziale per ottenere risparmi da poter poi redistribuire alle fasce più deboli: riducendo le prestazioni a coloro che hanno redditi maggiori si potranno aumentare le prestazioni rivolte a coloro che sono in una situazione economica più difficile.

La riforma del welfare dovrebbe ruotare attorno a due pilastri: rivedere il calcolo dell’Isee e sottoporre poi a questo prestazioni ad oggi indipendenti dal reddito come gli assegni di accompagnamento per gli invalidi. L’Isee, indicatore della situazione economica, consente di accedere ad alcuni servizi di assistenza e dovrà essere ricalcolato sulla base delle nuove rivalutazioni delle rendite catastali dell’Imu e tenendo conto di altre entrate come le pensioni sociali e gli assegni familiari. Per il secondo punto si sarebbe espressa anche una cifra limite: sotto i 15 mila euro di reddito Isee gli assegni di invalidità resteranno intatti, sopra ci saranno delle riduzioni proporzionali al reddito. Sulla riforma dovranno comunque pronunciarsi anche i sindacati e le forza politiche.