Sequestro a Pantelleria dei beni di Gheddafi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:35

Un valore di 20 milioni di euro – Le fiamme gialle, a seguito di un provvedimento della Corte d’Appello di Roma, hanno eseguito il sequestro di un complesso alberghiero e alcuni terreni sull’isola di Pantelleria, che, secondo le indagini, sarebbero riconducibili alla famiglia del defunto ex leader libico. I beni confiscati ammontano a un valore complessivo di 20 milioni di euro.

La rogatoria internazionale – Il sequestro odierno, come anche le indagini svolte dalla Procura di Roma rientrano nell’ambito della rogatoria internazionale richiesta dal Tribunale dell’Aja per confiscare tutti i beni della famiglia Gheddafi, al fine di risarcire le vittime del regime. Infatti la rogatoria rientra nel procedimento per crimini contro l’umanità al quale sono sottoposti, oltre al defunto leader, anche suo figlio Saif Al Islam e l’ex capo dei servizi segreti Abdullah Al Senussi.

Partecipazioni in molte società – La famiglia Gheddafi aveva acquistato quote azionarie di moltissime società italiane tra le quali Unicredit, Eni, Finmeccanica, Fiat, Fiat Industrial e Juventus FC. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite e il Consiglio dell’Unione europea avevano chiesto il congelamento di tutti i beni del leader già quando la situazione in Libia era precipitata, da qui la richiesta del Tribunale dell’Aja che aveva permesso l’avvio delle indagini da parte del Nucleo di polizia tributaria italiana con il sequestro, risalente al mese di marzo, di un patrimonio complessivo ammontante all’astronomica cifra di 1,3 miliardi di euro.

Marta Lock

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