Casini tergiversa sul Terzo Polo: Ora responsabilità, il resto non conta

Pier Ferdinando Casini è intervenuto ieri a un convegno organizzato dalla rivista Formiche sulla riforma del mercato del lavoro. Al suo arrivo in Piazza Pietra a Roma, ai cronisti che gli hanno riferito di come Fli abbia considerato un errore la scelta di dichiarare conclusa l’esperienza del Terzo Polo: “Questo è un momento che richiede responsabilità ha glissato il centrista – Tutto il resto non mi interessa“. 

Il risentimento di Fli – Il “benservito” del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, a Fli e Api avrebbe indispettito soprattutto i supporter di Gianfranco Fini, che – in seno all’ufficio di presidenza del partito – hanno approvato un documento teso a evidenziare il presunto errore commesso dal centrista. Quando i giornalisti hanno informato Casini delle ultime posizioni dei finiani invitandolo a fornire un commento su questo, l’ex presidente della Camera ha preferito tergiversare, trincerandosi dietro un imbarazzato: Seconda domanda?“.

Responsabilità e serietà – “Questo è un momento che chiede responsabilitàha aggiunto il numero uno dell’Udc – Dietro l’angolo c’è la catastrofe, non si può scherzare. Le scelte dolorose per l’Italia fatte dal governo Monti sono l’unica ricetta per evitare lo spettro della Grecia. La politica deve dare prova di serietà e responsabilità – ha rimarcato – Tutto il resto non mi interessa”.

Il sacrificio dei partiti – E nel corso del suo intervento al convegno organizzato da Formiche, Pier Ferdinando Casini ha ribadito la gravità del momento ricorrendo a paragoni impegnativi:“Voglio essere crudo – ha esordito – siamo in un periodo post bellico senza che ci sia stata la guerra”. “I partiti si stanno tagliando i rimborsi elettoraliha poi annunciato il centrista – Per qualcuno può sembrare una cosa banale, ma poiché non esistono solo i partiti che hanno commerciato in diamanti ma anche quelli che hanno finanziato attività come le scuole di formazione politica, tagliare i rimborsi – ha osservato Casini – è un sacrificio pesante che probabilmente porterà a chiudere sedi”.

Grillo uno di noi – Quanto alla proposta di uscire dall’euro, sponsorizzata dal “collega” Beppe Grillo“Sento partner politici come Grillo, perché è evidente che Grillo ormai è un politico né più né meno di noi – ha precisato Casini – che sostengono che bisogna uscire dall’euro. Se oggi la Grecia uscisse dall’euro non potrebbe più pagare gli stipendi pubblici, e anche in Italia – ha tagliato corto il centrista – le strade sono solo due: o quella del populismo o quella della consapevolezza e della serietà“.

Maria Saporito