Direttore generale Siae accusato di concorso in corruzione

Ha concesso finanziamenti per i film di Balducci – Il direttore generale della Siae Gaetano Blandini è stato raggiunto dal provvedimento che lo vede indagato da parte della Procura di Roma in base alle accuse relative a finanziamenti concessi o fatti concedere, grazie alla carica rivestita all’epoca dei fatti di dirigente del Ministero dei Beni culturali, ripetuti finanziamenti pubblici per un totale di 1,8 milioni di euro in favore della società cinematografica che realizzava i film interpretati da Lorenzo Balducci.

Consiglio superiore dei lavori pubblici – Il padre di Balducci è Angelo, ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici. Secondo il gip Antonella Minucci, Blandini, che nel 2008, quando cioè si sono svolti i fatti, era a capo della Direzione generale per il cinema del Ministero dei Beni culturali, avrebbe concesso i finanziamenti ai film per ottenere in cambio dei lavori di ristrutturazione all’interno della propria abitazione da imprese di fiducia di Diego Anemone, già indagato insieme a Balducci nell’inchiesta relativa ai lavori per i Grandi eventi.

L’inchiesta sui Grandi eventi – L’inchiesta ha portato oggi al sequestro dei beni di proprietà di Balducci e Anemone, tra immobili, terreni, conti correnti e un auto di lusso per un valore totale di 16 milioni di euro. A Blandini, accusato di concorso in corruzione, grazie ai favori del quale sarebbero stati finanziati ben 5 film, è stato sequestrato un conto corrente di 9.000 euro. Nell’ambito dell’inchiesta sarebbe saltato fuori anche il nominativo di Giancarlo Leone, attuale direttore dell’intrattenimento Rai e vicedirettore di via Mazzini, la cui posizione però è ancora in fase di valutazione da parte della Procura.

Marta Lock