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Giornata Internazionale contro l’Omofobia e la Transfobia

Pre-giudizio. Ricorre oggi la Giornata internazionale contro l’omofobia  e la transfobia (IDAHO, International Day Against Homophobia and Transphobia). La transfobia e l’omofobia, analogamente ad ogni altra forma di razzismo, come la xenofobia, l’antisemitismo e il sessismo,  rappresenta un pregiudizio irrazionale contro chi è considerato diverso. Vittime della discrimazione e, nei casi più estremi, di vere e proprie violenze fisiche, sono gli omosessuali,  i bisessuali ed i transessuali o transgender, vale a dire quelle persone che vivono la propria sessualità in maniera diversa rispetto a quella definita, erroneamente, normale. Si tratta di un attegiamento violento, determinato da una scarsissima capacità critica e di giudizio rispetto ai preconcetti ed agli stereotipi che, spesso, la cultura di appartenenza ci trasmette.

UE contro omofobia. La prima Giornata internazionale contro l’omofobia è stata celebrata il 17 maggio 2005, esattamente 15 anni dopo la rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, nella classificazione pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. La “Giornata anti-omofobia” è stata fortemente sostenuta dall’Unione europea al fine di far emergere nell’opinione pubblica una nuova sensibilità tesa a contrastare ogni fenomeno di discriminazione nei confronti di chi non rientra nelle righe della eterosessualità.  Tale intento emerge chiaramente dal testo col quale l’UE ha istituito ufficialmente la giornata contro l’omofobia: «Il Parlamento europeo (…) ribadisce il suo invito a tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso  (…) condanna i commenti discriminatori formulati da dirigenti politici e religiosi nei confronti degli omosessuali, in quanto alimentano l’odio e la violenza, anche se ritirati in un secondo tempo, e chiede alle gerarchie delle rispettive organizzazioni di condannarli».

Meglio Don Giovanni che gay. Purtroppo, alcuni esponenti della classe politica italiana, in diverse occasioni hanno dato libero sfogo a commenti decisamente omofobi. Un esempio viene dalle dichiarazioni dell’ex presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che, per difendersi dalle polemiche innescatesi dopo lo scoppio del caso Ruby, disse: «E’ meglio essere appassionato di belle donne che essere gay». Che dire, poi, delle recenti dichiarazioni di Carlo Giovanardi che, in un intervista radiofonica, ha paragonato il bacio tra due donne a fare la pipì per strada? Come non ricordare, infine, le proteste della ex deputata di Forza Italia, Elisabetta Gardini, che sostenne di aver “subito un trauma” nell’aver incrociato nel bagno delle donne, in Parlamento, la transgender Wladimir Luxuria, all’epoca dei fatti deputata di Rifondazione comunista?

Contro l’omofobia. Scopo della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, allora, deve essere quello di lottare contro chi continua a discriminare coloro che sono considerati diversi per il proprio orientamento sessuale. Troppi omosessuali ancora oggi, in diversi Paesi, vengono perseguitati, incarcerati e uccisi perché considerati devianti.  In questo non è stata d’aiuto la Chiesa cattolica che, nel 2008, ha bocciato il progetto dell’ONU di una depenalizzazione universale dell’omosessualità. In altri Stati, cosiddetti civilizzati, sono in atto altre forme di persecuzione, subdole e invisibili, maltrattamenti verbali e atti di bullismo, ai quali non tutti resistono scegliendo, in alcuni casi, di porre fine alla propria vita.  Che dire, poi, della totale mancanza di riconoscimento giuridico per coppie dello stesso sesso in Stati come la stessa Italia? Un modo per rendere queste persone invisibili, ma che, di fatto, esistono con le loro vite, i loro sogni e i loro progetti. Va detto, tuttavia, che la Cassazione sta facendo degli importanti passi in avanti verso il riconoscimento delle unioni dello stesso sesso. Infatti, nonostante abbia bocciato la richiesta di trascrizione delle nozze celebrate nei Paesi Bassi da una coppia omosessuale di Latina, ha riconosciuto che la diversità di sesso non è più un presupposto «indispensabile» per avere diritto alle tutele di legge.

 

Giovanna Fraccalvieri