I sindaci contro l’Imu: Rischio tensioni sociali

La battaglia dei Comuni – L’Anci chiede al governo di rivedere la norma che introduce l’Imu, la nuova tassa sugli immobili in sostituzione della vecchia Ici.
Del Rio, il presidente dell’associazione nazionale che racchiude tutti i comuni, lancia l’allarme su possibili tensioni sociali a causa dell’Imu, e chiede quindi al governo di “cambiare quanto prima l’Imu; il rischio è che possano scoppiare delle tensioni sociali nel nostro Paese dopo il pagamento della prima aliquota“.
Secondo Del Rio, il gettito previsto dalla nuova entrata, non corrisponde a quello stimato dal governo: “L’abbiamo detto fin dall’inizio che le stime sul gettito dell’Imu erano superiori a quelle che noi prevedevamo: il governo ha stabilito 21 miliardi, ma ci sarà un gettito minore e questo è un grande problema. Spero di sbagliarmi altrimenti il cittadino si troverà a pagare molto di più“.

L’allarme investimenti – L’Anci non nasconde la preoccupazione di un calo degli investimenti nel nostro paese: “Al governo chiedo di mettere mano fin da subito all’Imu e al patto di stabilità perché si rischia un tracollo degli investimenti nel nostro Paese, che già al momento sono in calo di circa un terzo rispetto ad un anno fa. Come istituzione repubblicana siamo pronti a fare un buon lavoro ma altrettanto ci aspettiamo dal governo. La vicenda degli investimenti sta preoccupando molto il Paese, tant’è che al momento sono molte le adesioni da parte delle organizzazioni imprenditoriali e sindacali alla manifestazione dei sindaci del 24 maggio a Venezia“.

La posizione del governo – Nessun passo indietro dal governo, come ha confermato il sottosegretario Ceriani: “Le stime del ministero dell’Economia sono state fatte in stretto contatto con l’Anci, quindi tutto concordato in sede tecnica con i comuni. La valutazione differente dell’Anci deriva dal fatto che hanno inviato un questionario volontario ai comuni e hanno ricevuto circa 1.500 risposte: il 70% delle risposte è stato inviato prima della stima del gettito da parte del Mef, quindi, fatta sulla base di una presunzione“.

Sindacati in piazza – Il due giugno, per la festa della Repubblica, i sindacati scenderanno in piazza contro le nuove tasse imposte dal governo e per chiedere riforme per accelerare la crescita del nostro paese.
“Cambiare il fisco, per il lavoro, la crescita e il Welfare”, è lo slogan proposto per la manifestazione.

Matteo Oliviero