Lega, Borghezio si candida a segretario federale e Maroni glissa

Dopo l’annuncio di Umberto Bossi, la corsa alla segreteria federale della Lega si è ufficialmente aperta. A “insidiare” la pressoché certa nomina di Roberto Maroni (“benedetto” dallo stesso Senatur) potrebbe essere un collega poco allineato come Mario Borghezio, che due giorni fa ha aperto alla possibilità di candidarsi al timone del Carroccio. “Se verrà trascurata la prospettiva indipendentista – ha sostanzialmente spiegato il vulcanico europarlamentare – allora potrei scendere in campo io”. Un auto- proponimento che non sembra entusiasmare troppo Maroni: “Vedremo – si è limitato a commentare – Di certo non ci saranno candidature paracadutate“. 

I dubbi di Borghezio – “Quando Bossi decide per la Lega, non ne sbaglia mai mezza e anche questa è buona, ma l’esperienza indipendentista si deve far sentire”. Così Mario Borghezio ai giornalisti che qualche giorno fa lo hanno fermato a Montecitorio per chiedergli un commento sulla candidatura di Roberto Maroni alla segreteria del movimento. L’investitura dell’ex capo sul triumviro padano sembra rappresentare per Borghezio una garanzia di successo sufficiente, ma fino a un certo punto.

A difesa dell’indipendenza – “Starò a guardare – ha proseguito l’europarlamentare – Non sono preoccupato, ma sto a vedere. Senza questa garanzia (indipendentista, ndr) – ha spiazzato il leghista – scendo in campo, ove i candidati alla segreteria non dessero garanzie ampie. Se non c’è o viene trascurata la prospettiva indipendentistaha ribadito Borghezio – qualcuno dovrà pur alzarne la bandiera e, se non c’è nessuno meglio di me, allora lo faccio io”.

La serenità di Maroni – Un’auto-candidatura, quella dell’eurodeputato padano, che non sembra impensierire Roberto Maroni“Lunedì – ha ricordato ieri l’ex ministro dell’Interno – Bossi ha detto che non si presenta come segretario e che sostiene la mia candidatura a segretario federale al prossimo Congresso. Questo mi dà grande responsabilità e mi riempe di preoccupazioni perché fare il segretario è un impegno enorme“. Quanto alla possibilità che a “contendergli” il titolo possa esserci Mario Borghezio: “Vedremo cosa succederà – ha glissato Maroni – Deciderà il Congresso. Di certo non ci saranno candidature paracadutate dall’alto questa volta”.

Maria Saporito