Sicilia, il governatore lascia. Elezioni ad ottobre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:26

Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, ha finalmente rotto gli indugi ufficializzando ieri, al cospetto della stampa, la data delle sue dimissioni: il 28 luglio prossimo. Il governatore, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa nell’inchiesta Iblis, ha dunque deciso di lasciare affidando ai siciliani la responsabilità di nominare un nuovo presidente. Le elezioni si svolgeranno il 28 e 29 ottobre“Ho preferito il voto a fine ottobre – ha spiegato Lombardo – perché in questo modo aumenta il margine di tempo con il voto nazionale di marzo”.

Lombardo si dimette – “Il termine giusto per spiegare la mia vicenda giudiziaria è travisamento. Se Dio vuole non mancherò a nessuna udienza, questa vicenda mi coinvolge e mi interessa seguirla da vicino”. Sono queste le parole con cui il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, ha deciso ieri di annunciare le sue imminenti dimissioni. Parole che l’autonomista ha scandito dopo aver parlato con gli alleati e dopo aver concordato con loro i tempi della sua “uscita di scena”.

Ancora Mpa – “Non ho detto che l’esperienza del Mpa sia da concludere – ha precisato il presidente della Sicilia –  Anzi, penso che sia un peccato rinunciare all’esperienza riformista e autonomista che abbiamo fin qui svolto. Sul Movimento per l’autonomia c’è certamente un filo da riprendere”. E l’alleanza con i democratici, che ha suscitato tanti malumori a livello territoriale e nazionale? “Con il Pd abbiamo lavorato bene insieme – ha ricordato Lombardo – Spero che la collaborazione continui anche nella prossima legislatura”.

Il commento di Romano – Quanto alla possibilità di ricandidarsi: “Confermo, sottolineo e sottoscrivo tre volte che non mi ricandideròha tagliato corto il governatore uscente – Mi auguro che chi mi succeda sia competente, trasparente e appassionato”. Il passo indietro di Lombardo ha provocato le immediate reazioni di molti politici; tra i primi a commentare la notizia, l’ex ministro Saverio Romano, convinto detrattore del governatore siciliano: “Oggi sappiamo che il 28 luglio sarà per i siciliani una festività insopprimibile”, ha ironizzato su Twitter.

Le reazioni politiche – “Per la prima volta sono d’accordo con Lombardo – ha detto il segretario regionale dell’Udc, Giampiero D’Alia – Le sue dimissioni fanno cessare l’agonia della Sicilia e dei siciliani. Grazie presidente!”. Più stringato il commento del segretario del Pd isolano, Giuseppe Lupo, che si è limitato ad auspicare l’apertura di “una nuova fase politica”. Ad apprezzare la tempistica è stato, invece, Francesco Cascio, presidente dell’Ars ed esponente del Pdl: “Quello di Lombardo – ha riconosciuto – è un atto di responsabilità nei confronti della Sicilia perché dimettendosi adesso avrebbe gettato la Sicilia in una situazione di criticità e disperazione peggiore di quella in cui versa oggi”.

Una scelta coraggiosa – A tributare, infine, un convinto ringraziamento per quanto fatto al presidente della Regione Sicilia è stato l’autonomista Nicola D’Agostino: “Le dichiarazioni di Lombardo – ha detto – conferiscono grande dignità ad una esperienza governativa che verrà ricordata per le scelte rivoluzionarie compiute. Gli avversari dovrebbero riconoscere che le dimissioni non erano necessarie, ma rappresentano un altro grande gesto di generosità e di coraggio. Un giorno qualcuno dovrà scusarsi con Lombardo – ha continuato D’Agostino – ma con questa decisione responsabile e utile per affrontare le emergenze oggi il Mpa esce ancora più forte e convinto di rappresentare le istanze e le urgenze dei siciliani”. 

Maria Saporito

 

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