Terremoto Bologna e provincia: cronaca dalle zone colpite che contano 6 vittime e 100 feriti

Domenica 20 maggio. Quando i sismologi si metteranno d’accordo potremo finalmente capire cosa ci ha mandato completamente nel panico questa notte, provocando danni in Emilia Romagna e svegliando molte persone di mezza Italia. Un terremoto del 5.9, del 6.1 o 6.2 ? Nel territorio di Bologna e provincia e nella zona del ferrarese alle quattro di questa notte le persone sono scese in strada e si sono rifugiate nelle macchine, rimanendoci per parecchie ore. Freddo e temporali intermittenti non hanno reso e non stanno rendendo le cose facili, la paura continua a farla da padrone e le continue scosse, seppur piccole o semipiccole, di assestamento, non permettono ai nervi di allentare la loro tensione.

Dai paesini della provincia bolognese. Con le prima luci dell’alba, passato il primo grosso spavento, è iniziata la conta dei danni e la ricerca dei dispersi. Le prime notizie hanno riportato immediatamente il crollo di molti campanili e parecchie chiese nella zona fra i confini delle province di Modena, Ferrara e Bologna. Le Prefetture di Bologna e Ferrara hanno invitato il Cardinale Cafarra e il Vescovo Monsignor Rabitti a sospendere tutte le funzioni religiose quantomeno  nei vicariati di Galliera, San Giovanni in Persiceto e Cento. Si contano danni: lievi a San Pietro in Casale, la Chiesa ha perso un po’ di intonaco e alla statua di San Pietro che svetta sul tetto della chiesa, si è sbriciolato il viso e nel centro, parzialmente transennato, alcune case hanno avuto bisogno dell’intervento dei pompieri. È crollata una statua all’interno della Chiesa di San Giovanni in Persiceto e parecchie crepe hanno reso inagibile quella di Caselle di Crevalcore. A San Matteo della Decima sono caduti calcinacci nella chiesa e a Ronchi di Crevalcore sono cadute tegole dal tetto nella comunità terapeutica, il cui edificio ha riportato crepe interne sui muri. Ingenti danni si registrano a Galeazza per la caduta della parte superiore della Torre del Castello, ma tutti questi paiono essere i problemi meno gravi.

Vittime e danni ingenti. Fra le continue notizie che riportano i danni alle cose, al castello di Ferrara, alla Ghirlandina di Modena e alle case, per cui a Mirandola si sta allestendo una tendopoli, e che mostrano scenari come quello di Mirabello (nella foto), dopo aver sospeso le messe domenicali, si sta provvedendo a chiudere le scuole almeno per la giornata di domani in modo da poter rendere possibili tutti i controlli, ciò che emerge è il racconto delle sei vittime, quattro delle quali sono operai notturni di cui due alla Sant’Agostino Ceramiche, un’altro alla fonderia Tecopress di Dosso e un’altro ancora in una azienda di polistirolo a Ponte Rodoni di Bondeno, e due donne, una di Sant’Agostino e una tedesca tretasettenne a Sant’Alberto di San Pietro in Casale, morte per malori dovuti allo spavento. Solo a Ferrara e provincia si contano quindi ben 5 morti e cento feriti. Poteva essere una strage e per questo si spera che il conto delle vittime non debba più subire alcun aggiornamento.

Nonostante tutto le scosse non finiscono e i telegiornali locali vengono subissati di messaggi di persone preoccupate, di appelli, e di notizie provenienti dai vari paesi delle province colpite fra cui anche quelle riguardanti la viabilità ferroviaria completamente bloccata fra Bologna e Ferrara.

Alessandra Solmi