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Terremoto in Emilia Romagna: posti di lavoro a rischio

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Alta densità industriale – L’area colpita dal terribile terremoto di sabato notte, è una delle zone a più alta concentrazione di industrie e fabbriche di tutta la regione. Sono circa 41mila le imprese iscritte alla Camera di commercio, tra grandi, medie, artigianali e agricole, compreso anche il settore terziario e quello dei servizi, con un prodotto interno lordo di circa 10 miliardi. Il settore produttivo generale era già in calo con la crisi economica italiana, ma per molte aziende il terremoto è stato un colpo durissimo.

Le aziende danneggiate – L’azienda di ceramiche Sant’Agostino sarà costretta a mettere i dipendenti in cassa integrazione a causa del danneggiamento dei forni durante il sisma che provoca un blocco della produzione, anche se in un comunicato ufficiale l’ufficio stampa ha annunciato di avere tutte le intenzioni di riprendere l’attività produttiva nel più breve tempo possibile, anche per onorare la memoria di chi ha perso la vita proprio mentre stava svolgendo il proprio lavoro.

Danni anche nelle altre aziende – Nella Sant’Agostino hanno perso la vita due operai, uno alla Ursa di Bondeno, che produce polistirolo espanso e uno alla fonderia Tecopress, entrambe danneggiate da crolli parziali. Seri danni anche al settore agricoltura dove molti animali sono scappati a seguito di crolli delle stalle e altri rimasti uccisi sotto le macerie, mentre nel mantovano 200 forme di parmigiano reggiano e grana sono cadute da diversi metri di altezza, spaccandosi. Non è ancora stata stimata l’entità totale dei danni, ma si parla di centinaia di milioni di euro, e la paura degli imprenditori è che le polizze assicurative non coprano i danni provocati dal terremoto.

Marta Lock