Doria e Orlando: due sindaci a confronto

Da una parte il professore universitario al suo esordio in politica, dall’altra il navigato ex sindaco che torna al timone della città: Marco Doria e Leoluca Orlando sono stati due dei protagonisti della convulsa giornata elettorale di ieri. Sia a Genova che a Palermo si respira aria di cambiamento, nonostante le distanze siderali tra i profili e gli stili dei due nuovi sindaci.

Un outsider a Genova – Si racconta che Marco Doria abbia scelto ieri di andare normalmente a lezione anziché compulsare dati e numeri provenienti dai seggi della città. Di più: il nuovo sindaco di Genova sarebbe stato informato della sua vittoria da un passante incrociato all’uscita dall’università, che gli avrebbe detto: “E’ andata molto bene”. Particolari che potrebbe far già presagire l’aria di cambiamento nel capoluogo ligure alle prese con un autentico “outsider”. “E’ un risultato che mi aspettavo, un risultato positivo che mi fa sentire tutta la responsabilità“, ha commentato a caldo Marco Doria, che si è poi avventurato nelle prime “promesse”: “Voglio una giunta in tempi rapidiha spiegato – ho già in mente una squadra. La farò in piena autonomia, senza lottizzazioni dei partiti, garantendo una forte presenza femminile“. “Il primo problema che dovrò affrontare sarà il bilancio 2012 – ha aggiunto il neo-sindaco – dove non voglio comprimere i servizi sociali”.

La lezione di Palermo – Diversa la storia di Leoluca Orlando, che ha invece seguito con grande attenzione tutte le fasi dello spoglio offrendosi di buon grado a taccuini e telecamere. Di più: nella prima conferenza stampa allestita da nuovo sindaco di Palermo, l’esponente dell’Idv ha assestato “stilettate” al fianco dei partiti ancor prima di parlare delle cose da fare a Palazzo delle Aquile: “O i partiti capiscono la lezione che viene da Palermo – ha detto – o non andremo da nessuna parte. La mia candidatura è apparsa una risposta all’anti-politica, essendo un esponente della casta che ha fatto una scelta contraria al carrierismo”. “Il consenso nei miei confronti – ha spiegato Orlando – mette ulteriormente in evidenza la questione etica. Parlare di Lombardo (governatore della Sicilia, ndr) è come sparare sulla Croce Rossa. Il problema è che, accanto alla Croce Rossa, c’è il Pd. Mi auguro che Bersani si dia una regolataha tagliato corto Orlando – perché Palermo non sopporta più questa alleanza alla Regione”.

Maria Saporito