Lega, l’affondo di Tosi: Se Bossi sapeva, non dovrebbe fare il presidente

Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, non ha mai lesinato critiche al padre storico del movimento leghista. Nel pieno degli scandali, con gli avvisi di garanzia recapitati a Umberto Bossi e ai suoi due figli, Riccardo e Renzo, il maroniano di ferro ha rinnovato l’attacco al Senatur arrivando a ipotizzare una sua definitiva uscita dal movimento. “Se è vero che ha autorizzato le spese dei figli – ha detto il primo cittadino – allora non dovrebbe fare il presidente della Lega”.

Il Senatur nel mirino – Ai microfoni de La Zanzara su Radio 24, Flavio Tosi, uno dei pochi amministratori leghisti usciti vincenti dall’ultima tornata elettorale, non le ha mandate a dire. Convinto sostenitore di Roberto Maroni, Tosi ha rimarcato la necessità di proseguire con le “pulizie” interne al movimento prefigurando anche soluzioni drastiche per lo storico fondatore. “Fosse confermato che ha autorizzato personalmente le spese dei figli – ha detto il primo cittadino – difficile pensare che Umberto Bossi possa fare il presidente della Lega o coprire qualsiasi ruolo all’interno del movimento”.

Renzo da espellere – Di più: “Se la storia delle paghette fosse confermata – ha aggiunto Tosi riferendosi ai soldi che Belsito avrebbe mensilmente versato a Renzo e Riccardo Bossi – mi vergognerei come leghista. Io personalmente quando ero ragazzo, alla stessa età, prendevo qualche migliaia di lire, non euro. Renzo dovrebbe essere espulso – ha rincarato il sindaco di Verona  – e ci sono le condizioni per un’azione penale e una richiesta di risarcimento danni. Se fosse tutto confermato, ovvio”.

Pontida in stand by – Quanto alla possibilità che il tradizionale raduno di Pontida (simbolicamente legato a una classe dirigente in forte affanno) venga annullato, Flavio Tosi ha dimostrato di considerarla una faccenda più meteorologica che politica: “Adesso c’è una stagione di congressi e arriviamo alla fine di giugno – ha spiegato il maroniano – Pontida è come la nuvola di Fantozzi, o piove che Dio la manda o c’è un caldo infernale. Vedremo all’inizio di luglio com’è la situazione – ha tagliato corto Tosi – se c’è troppo caldo, meglio non farla”.

Maria Saporito