Napolitano e Monti ricordano Falcone e Borsellino: Cercare la verità

L’anniversario della strage – In tutto il paese oggi si ricordano Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uccisi dalla mafia 20 anni fa insieme alla sua scorta. Celebrazioni in tutta Italia, soprattutto in Sicilia, dove questa mattina sono arrivati anche il presidente della Repubblica e il premier Mario Monti.
A Palermo sono attraccate questa mattina le navi della Legalità con a bordo circa 2600 studenti di tutta Italia. Ci sono anche gli studenti di Brindisi, città colpita da un terribile attentato davanti a una scuola dove ha perso la vita la giovane Melissa.

L’appello di Napolitano – La ricerca della verità. E’ così che inizia il messaggio di Giorgio Napolitano nell’aula bunker di Palermo: “Procedere con profonda sicurezza verso l’esito della lotta alla mafia non significa nasconderci la gravità degli errori che in sede giudiziaria possono compiersi, come se ne sono compiuti nei procedimenti relativi alla strage di via D’Amelio. In tali casi non si deve esitare a rimettere in discussione le conclusioni a cui si era pervenuti, non si deve esitare pur di raggiungere la verità“.
Un accorato appello, Napolitano lo rivolge a tutto il Mezzogiorno: “Nel quadro della crisi generale che l’economia italiana ed europea sta attraversando, con pesanti riflessi negativi anche sulla condizione finanziaria e sulla capacità di azione dello Stato, la compenetrazione tra la criminalità e l’attività economica è divenuta un nodo di estrema rilevanza nel Mezzogiorno, un nodo soffocante per ogni possibilità di sviluppo in queste regioni“.
Il presidente della Repubblica si è poi recato in via D’Amelio, dove a trovare la morte fu il collega e caro amico di Falcone, Paolo Borsellino. E’ lì che Napolitano ha dedicato un pensiero ai giovani: “Scendete al più presto in campo per rinnovare la società e la politica. Voglio dirvi completate con impegno la vostra formazione, il vostro apprendistato civile e scendete al più presto in campo”.

Le parole di Monti – Anche il premier questa mattina è intervenuto in Sicilia per ricordare i due giudici uccisi dalla mafia: “Mai stancarsi di cercare la verità sulla morte di Falcone e Borsellino. In questi anni sono venuti alla luce pezzi mancanti che devono essere analizzati fino in fondo“.
Contro la mafia guerra in tutto il paese: “E’ illusorio pensare di sconfiggere Cosa nostra solo a Palermo, la ‘ndrangheta solo a Reggio Calabria, la camorra solo a Napoli. Tutto il Paese deve sentirsi coinvolto in questa lotta, da Nord e Sud, e saper leggere e contrastare i segnali delle mafie senza paura e senza illudersi di essere immune. Sappiamo che le mafie oggi sono molto diverse da quelle che Falcone aveva iniziato a contrastare sotto la guida di Chinnici. Hanno ricevuto e ricevono colpi molto forti da magistratura e forze di polizia. Ma sono state capaci di reinventarsi. Hanno moltiplicato i luoghi dove insediarsi tanto che oggi dobbiamo dire con forza che è puramente illusorio pensare di sconfiggere Cosa nostra a Palermo, l’ndrangheta solo a Reggio Calabria la Camorra solo a Napoli“.
Poi, prima di lasciare il Giardino della Memoria di Ciaculli Monti ha scoperto una lapide di marmo nera con impressi i nomi di oltre 200 vittime della mafia.

Matteo Oliviero