Finanziamento ai partiti, Fini espelle il radicale Turco

Grande nervosismo ieri nell’Aula di Montecitorio, dove il presidente Gianfranco Fini ha espulso il radicale Maurizio Turco. Il motivo? Alle prese con la riforma del finanziamento ai partiti (il provvedimento che dovrebbe risolversi con il dimezzamento dei rimborsi elettorali), il radicale ha lamentato lo scarso tempo concesso ai deputati per esaminare i nuovi 16 emendamenti presentati in mattinata. La protesta vigorosa, che Fini ha tentato di contenere con due richiami, ha alla fine causato l’allontanamento di Turco dall’Aula.

Poco tempo – “Ritengo sbagliato sintetizzare che sono stato espulso dall’Aula perché ho protestato. Sono stato espulso perché, essendoci arrivati senza preannuncio 16 emendamenti, alcuni dei quali peraltro complessi, ho chiesto al presidente di sapere quando avremmo dovuto lavorare per leggerli, comprenderli ed eventualmente sub-emendarli visto che ci era stato dato tempo fino alle 14,15″. E’ questa la precisazione fornita ieri dal deputato radicale, Maurizio Turco, dopo la bagarre risoltasi con il suo allontanamento dall’Aula.

Turco rincara – “Era lui che doveva essere espulso”, ha rincarato il radicale riferendosi a Fini, “adesso – ha aggiunto – potranno andare avanti più speditisoprattutto sugli emendamenti ‘sturziani’, e senza i nostri monologhi visto che, com’è oggettivamente evidente – ha osservato Turco – non c’è dibattito dato il silenzio assordante dei relatori e dei capigruppo dei partiti che hanno promesso la finta riduzione del finanziamento pubblico”.

Maria Saporito