Inseguimento al procuratore di Trapani e alla sua scorta

Inseguiti per 40 minuti – L’auto del procuratore di Trapani Marcello Viola, che viaggiava con gli uomini della sua scorta, era stata vittima lo scorso 19 aprile di un inseguimento sull’A29 tra Palermo e Trapani, durato per 40 minuti. Secondo il protocollo di sicurezza interno in questi casi l’auto inseguita non deve in alcun modo fermarsi, perciò l’autista ha pigiato il pedale dell’acceleratore fino a raggiungere la velocità di 200 chilometri orari.

I vetri oscurati – L’auto con i vetri oscurati aveva iniziato a seguire quella di Viola all’altezza dello svincolo di Calatafimi Segesta, tallonandola fino all’ingresso a Trapani, dove aveva fatto perdere le proprie tracce. Gli agenti della scorta avevano preso il numero di targa della vettura e ora stanno effettuando gli accertamenti e le ricerche per risalire all’intestatario.

Viola contro la mafia – Il procuratore Viola, ex sostituto procuratore della Dda di Palermo che aveva contribuito alla cattura di numerosissimi latitanti di mafia, era già stato oggetto di minacce sulle quali sta indagando la procura di Caltanissetta, ora si aggiunge anche quest’ultimo episodio. Da una notizia battuta poco fa dall’Adnkronos sembrerebbe che i responsabili dell’inseguimento sarebbero stati identificati, la comunicazione sarebbe stata fatta dal procuratore capo della Procura di Caltanissetta Sergio Lari, aggiungendo che i timori iniziali sarebbero stati accantonati. Non si hanno al momento altri dati relativi ai responsabili dell’intimidazione.

Marta Lock