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Cina: accusata di aver ucciso centinaia di gatti, rischia il linciaggio

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In Cina una donna di 38 anni, Zhou Ying, è stata salvata dalla polizia dopo essere stata accusata da un folto numero di proprietari di gatti di essere una sorta di sterminatrice di felini. A fornire la prima segnalazione, che ha generato l’arrivo davanti alla casa in cui la Zhou viveva in affitto di almeno una cinquantina di protestanti, sarebbe stata una delle vicine. La donna in dieci anni avrebbe ucciso più di centinaia di gatti. I corpi di alcuni di questi sarebbero stati ritrovati senza testa nei cestini della spazzatura di casa. La storia è riportata dallo Shangai Daily.

I proprietari di gatti, riunitisi davanti all’appartemento della donna avrebbero cercato di entrare allo scopo di cercare gli animali e di linciare la (comunque presunta) responsabile delle uccisioni. Non avrebbero però trovato alcun animale (vivo). La polizia all’ultimo momento è riuscita a frapporsi tra la folla inferocita e l’accusata ed ha portato tutti i presenti in centrale. Alla donna però, nonostante le segnalazioni di “urla di gatti a tarda notte”, e “gatti gettati sul terreno con le ossa rotte e visti morire” effettuate dai vicini, non sarà nemmeno soggetta ad indagine. Questo perchè, anche se nel 2009 era stata proposta una bozza di legge (poi non approvata), in Cina non esiste alcuna legislazione specifica sulla protezione di cani e gatti. Rilasciata dalle autorità, davanti alle quali ha comunque negato ogni addebito, la Zhou, secondo un volontario che la stava aspettando fuori dall’appartamento, sarebbe  corsa a casa  lasciando nel giro di pochi minuti l’appartamento in cui fino ad ora aveva vissuto.

A.S.