Lega: Maroni e l’ipotesi di lasciare il Parlamento

Il sentore è che dopo la sonora “batosta”, i leghisti stiano tentando di correre ai ripari per salvare quel che resta della loro credibilità politica. Dopo l’annuncio dell’europarlamentare Matteo Salvini – che pochi giorni fa ha paventato la possibilità che il Carroccio torni ad operare solo sul territorio rinunciando agli scranni parlamentari – a tornare sull’argomento è stato anche Roberto Maroni.

Fuga dal Parlamento? – Intercettato ieri dai giornalisti all’assemblea di Confindustria, l’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha annunciato: “Ci saranno iniziative volte a trovare nuove e concrete risposte alla questione settentrionale”. E a chi gli ha espressamente chiesto se sia possibile ipotizzare la fuoriuscita della Lega dal Parlamento“Di questo ne discuteremo al congresso“, ha risposto Maroni, che ha aggiunto: “Rinnoveremo la nostra proposta politica per tornare a prendere quei consensi perduti a queste elezioni e per aumentarli. E’ una sfida importante e significativa – ha osservato il triumviro padano – ma sono certo che possiamo farcela”.

Bossi in anticipo – Ad accarezzare per primo l’opportunità di “tagliare i ponti” con il Parlamento centrale era stato Umberto Bossi, che circa un mese fa, nel pieno dello scandalo legato alla cattiva gestione dei fondi del partito, aveva detto: “Spero che nessuno vada più a fare il deputato a Roma, compreso me. A posteriori, andare a Roma è stato un errore“. Un mea culpa che ha assunto maggior credito alla luce dei recenti insuccessi elettorali che hanno consegnato alla dirigenza padana messaggi inequivocabilmente allarmanti.

L’approvazione di Cota – Ad incoraggiare un ritorno (anche geografico) del movimento alle sue origini, è stato anche il governatore del Piemonte, Roberto Cota: “Condivido al 100% l’impostazione di Maroni – ha detto – cioè di tornare in presa diretta sul territorio perché è da qui che si riparte. Ma, come ha già detto Maroni – ha precisato Cota – sarà il congresso a decidere”.

Maria Saporito