Palermo: “Coffee Break” all’aroma di mafia

Sequestrate due società – La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito il sequestro di due società che si occupavano di commercio all’ingrosso di caffè, due bar con annesse sale giochi e una palestra di proprietà di un pluripregiudicato ex uomo di fiducia di Totò Riina. Il palermitano aveva intestato a prestanome tutte le proprie attività di cui era di fatto l’unico proprietario nonché gestore diretto.

Denunciato per estorsione aggravata – Nell’ambito dell’operazione denominata “Coffee Break” diretta dal procuratore di Palermo, sarebbe stato accertato che l’imprenditore imponeva, tramite intimidazioni e minacce di chiaro stampo mafioso, ai titolari di alcuni bar di acquistare il caffè commercializzato da una delle due società sequestrate, nonostante fosse di qualità notevolmente inferiore di altri presenti sul mercato, con lo scopo di raggiungere il monopolio del commercio del caffè su tutto il territorio cittadino.

Il tenore di vita – L’uomo, che dichiarava al Fisco importi irrisori, aveva un tenore di vita davvero molto alto, fatto questo che avrebbe permesso agli uomini delle Fiamme Gialle di svolgere approfondite indagini che hanno portato alla scoperta della frode fiscale e dell’esistenza di prestanome ai quali erano intestate le sue attività. L’imprenditore è stato denunciato per trasferimento fraudolento di fondi e per estorsione aggravata dal metodo mafioso, mentre tutte le sue attività imprenditoriali sono state poste sotto sequestro.

Marta Lock