Fuga di notizie in Vaticano: troppi documenti, il maggiordomo non può aver agito da solo

Documenti da vari uffici – Secondo indiscrezioni trapelate, i documenti trafugati da Paolo Gabriele, il maggiordomo di Benedetto XVI arrestato per aver dato in mano ai media documenti riservati del pontefice che sono stati poi raccolti e pubblicati nel libro di Gianluigi Nuzzi “Sua Santità”, sarebbero troppi e provenienti da troppi uffici diversi per rendere plausibile l’ipotesi che abbia agito da solo.

Qualcuno più in alto – Il sospetto degli inquirenti è che possa essere coinvolto qualcuno di grado superiore al maggiordomo, un ecclesiastico. Secondo fonti non ufficiali Gabriele, che ha passato la terza notte nella camera di sicurezza della Gendarmeria vaticana, sarebbe raccolto in preghiera ma, dopo il silenzio dei primi due giorni, avrebbe iniziato a fare delle ammissioni e a rivelare il coinvolgimento di altre due persone. Gli investigatori vaticani stanno passando al setaccio tutti gli elementi a disposizione per progredire nelle indagini: tabulati telefonici, email, intercettazioni e conti bancari, soprattutto per capire se l’uomo sia stato mosso da motivazioni economiche, da rancori, o per la sua adesione a qualche gruppo ideologico.

Cassetti di documenti – I documenti trovati nell’appartamento del maggiordomo sono tantissimi, si parla addirittura di cassetti interi di fogli riservati alcuni dei quali potevano essere custoditi solo nello studio privato del Papa in quanto non ancora archiviati dalla Segreteria di Stato. Tra i corridoi del Vaticano corrono però anche le voci riguardo al fatto che qualcuno potrebbe aver ordinato a Gabriele di trafugare i documenti o che addirittura abbia messo tutte quelle carte nella sua casa per usarlo come capro espiatorio.

Marta Lock