Lega, Maroni riapre alle alleanze: Parte la fase tre

Mano tesa  al Pdl? – Dopo gli ultimi risultati elettorali, che hanno visto la Lega perdere consensi in tutto il nord, Maroni si interroga sulle prossime carte da giocare, non escludendo le alleanze.
Mano tesa al Pdl? “Con Alfano ho un buon rapporto. Quanto a Berlusconi, vedremo quel che farà. La proposta del presidenzialismo arriva fuori tempo massimo. La Lega può stringere alleanze, rinunciando a qualche voto per contare politicamente di più. Ma non ha paura di andare da sola”.
L’ex Ministro dell’Interno, però, fa capire che c’è un altro nodo da sciogliere nelle possibili alleanze, l’appoggio al governo Monti: “Se andiamo da soli, elettoralmente siamo più forti. E’ evidente che, se il Pdl appoggia Monti sino a fine legislatura, un accordo sarà difficile. Se lo fa cadere, è tutto più facile”.

Maroni: Bossi presidente della Lega – Rispondendo alle domande del Corriere della Sera, Maroni parla anche di Umberto Bossi, “un uomo che ha sempre disprezzato il denaro e che se vorrà farà il presidente della Lega“.
I nodi da sciogliere però restano altri, innanzitutto occorre recuperare i consensi persi con una maggiore presenza al livello territoriale, anche se questo significa “restare fuori dal Parlamento”.
Al momento sono solo voci, ma in molti nel Carroccio sarebbero pronti a candidarsi solo ai livelli locali, e non più a Roma, anche se questo vuol dire non poter portare avanti battaglie come il federalismo fiscale.
E’ una delle ipotesi”, risponde sicuro Maroni. “Noi oggi dobbiamo concentrarci sul Nord. Occuparci del territorio. Diventare il partito egemone nella Padania. Fare in Piemonte, Lombardia e Veneto quello che ha fatto a Verona Tosi, che e’ stato votato non solo dai leghisti ma da tanti cittadini certi che la Lega fa i loro interessi. Se ci riusciremo, possiamo pensare al modello tedesco: la Csu governa la Baviera, e delega alla Cdu la rappresentanza politica a Berlino“.

Matteo Oliviero