Riforma Csm, Catricalà nel mirino del governo

La riforma della giustizia disciplinare bocciata in due righe nella giornata di ieri dal premier Mario Monti ha un “colpevole”, Antonio Catricalà, sottosegretario alla presidenza. Il testo della riforma uscito da Palazzo Chigi e diretto per un consulto ufficiale verso il Consiglio di Stato e la Corte dei conti sarebbe stato scritto su piena iniziativa di Catricalà, infatti anche se il premier si è limitato a prenderne le distanze chi gli è stato vicino ha denunciato: “Ha agito da solo, per conto suo, nonostante gli avessimo detto con chiarezza che quella modifica non poteva assolutamente essere fatta e che il parere del Guardasigilli Severino era contrario”.

Lo scontro sulla giustizia disciplinare a questo punto rischia di diventare molto grave, tante sono le voci che raccontano di un premier in attesa delle dimissioni di Catricalà, Catricalà che poco tempo fa si era fatto nemico anche il presidente della Repubblica per un intervista da lui rilasciata sulla discarica di Corcolle a suo dire lontana da villa Adriana. Il sottosegretario alla presidenza è pronto a difendersi: ammette l‘immediato stop ricevuto dal ministro Severino, che non permette alcun intervento sul Csm se non per via costituzionale, Catricalà porta comunque avanti con i lavori di riforma e riceve il no definitivo dal premier Mario Monti solo a lavori terminati.

Irene Fini