Riforma Csm, Di Pietro conto Catricalà: Deve dimettersi

Il piccolo “giallo” sulla proposta di riformare la giustizia disciplinare ha fatto registrare nuove tensioni tra il governo e i partiti. A farsene portavoce è stato il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro, che nel suo blog ha invitato il premier Mario Monti ad allontanare il sottosegretario Antonio Catricalà dal suo governo. Il motivo? Il successore di Gianni Letta avrebbe insistito nella “sponsorizzazione” del provvedimento, nonostante lo stop imposto dal presidente del Consiglio, che nel frattempo ha definito “chiuso il caso”, confermando la sua fiducia a Catricalà.

L’attacco di Di Pietro – “Delle due l’una: o il presidente del Consiglio racconta balle, oppure il suo sottosegretario Antonio Catricalà deve dimettersi subito”. E’ questo l’incipit del caustico messaggio postato ieri dal numero uno dell’Idv, Antonio Di Pietro, nel suo blog. “Il presidente Monti – ha continuato l’ex togato – ha assicurato che la riforma della sezione disciplinare del Csm e di altre istituzioni fondamentali dello Stato era stata già bocciata da un pezzo da lui e dal ministro della Giustizia Severino. Come mai, allora, la proposta veniva inoltrata  in via ufficiale ai presidenti del Consiglio di Stato e della Corte dei Conti meno di due settimane fa?”.

Servitore infedele e sleale – “Secondo Monti per iniziativa autonoma del sottosegretario Catricalà – ha annotato Di Pietro – che ha ignorato la decisione del governo ed è andato avanti da solo”. “Dunque, se Monti ha ragione –  ha continuato l’ex pm nel suo blog – Catricalà se ne deve andare subito, perché si è dimostrato un servitore dello Stato infedele e sleale. Se invece le cose stanno diversamente, a trarne le conseguenze dovrebbero essere il Guardasigilli Severino e lo stesso presidente del Consiglio”.

Fiducia confermata – Ma nel pomeriggio di ieri lo stesso premier ha allontanato i sospetti di una crisi di governo dichiarando “il caso chiuso”.  Di più: “Confermo al sottosegretario Antonio Catricalà la mia piena fiducia, ritenendo corretta la sua gestione del dossier”, ha precisato in una nota il Professore.

Maria Saporito