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Corruzione, Pdl torna alla carica su decreto “salva Ruby”

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Mentre il paese contava le vittime della nuova scossa di terremoto in Emilia Romagna, nell’Aula di Montecitorio la politica tornava alle sue “incombenze”, destinando grande attenzione al ddl anti-corruzione. O meglio, a un emendamento ri-presentato ieri dal Pdl Francesco Paolo Sisto, volto a “ridimensionare” la natura del reato di concussione. Una modifica che potrebbe fornire innegabili benefici a Silvio Berlusconi, imputato a Milano nel processo Ruby.

Concussione da correggere – Lo hanno già battezzato emendamento “salva Ruby” e, in effetti, a voler essere maliziosi, la norma sembra essere stata concepita proprio in relazione al procedimento giudiziario in cui l’ex premier Silvio Berlusconi risulta imputato per concussione per aver ottenuto la tempestiva scarcerazione della giovane amica marocchina. A proporlo è stato (per la seconda volta) l’avvocato Francesco Paolo Sisto, convinto della necessità di riformulare il suddetto reato. In che modo? L’emendamento prevede che la concussione scatti solo ed esclusivamente nel caso in cui il pubblico ufficiale ottiene (o si fa promettere) denaro o un vantaggio “di tipo patrimoniale”.

La versione di Sisto – Una precisazione non da poco perché, stando alla modifica sponsorizzata dal Pdl, rimarrebbero fuori le “altre utilità” contemplate nella normativa vigente. In pratica si dovrebbe parlare di concussione solo al cospetto di transito illecito di denaro o di beni di esclusiva natura patrimoniale. L’emendamento era già stato bocciato dal ministro della Giustizia, Paola Severino, lo scorso 10 maggio, ma Sisto ha deciso di tornare alla carica. “L’emendamento – ha spiegato – non nasce affatto dal processo milanese, ma vuole evitare pene così gravi a fronte di comportamenti che non hanno altrettanta gravità”.

Partito democratico contro – Di parere diametralmente opposto Andrea Orlando, responsabile Giustizia del Pd: “Sisto sa che su quell’ipotesi di emendamento abbiamo espresso una valutazione assolutamente negativa perché – ha spiegato – al di là delle precise ed evidenti finalità che lo ispirano, finisce per restringere in modo inaccettabile la fattispecie della concussione. Così come non è passato la prima volta – ha assicurato il democratico – non passerà neppure dopo quest’ennesimo tentativo”

Maria Saporito