Napolitano e la parata sobria: Bisogna trasmettere fermezza

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha fatto ritorno a Roma (dal Friuli Venezia Giulia) per far fronte alle tante criticità del momento. Al centro dell’incontro convocato ieri al Quirinale con i presidenti della Camera e del Senato e con il capo del governo, le polemiche scaturite intorno alle imminenti celebrazioni del 2 giugno. Napolitano, che aveva già spiegato di non voler sospendere la parata, ha ribadito l’intenzione di conferire massima sobrietà ai festeggiamenti, rimarcando la necessità di veicolare un messaggio di grande fermezza istituzionale.

La parata dimezzata – Le spettacolari Frecce tricolori non coloreranno il cielo sopra via dei Fori imperiali e la cavalleria e i carri armati resteranno al riposo: sono questi gli “accorgimenti” che, a giudizio del capo dello Stato, garantiranno la doverosa sobrietà ai festeggiamenti del prossimo 2 giugno. Di ritorno (in anticipo) dal suo viaggio in Friuli Venezia Giulia, Giorgio Napolitano ha incontrato ieri al Quirinale Renato Schifani, Gianfranco Fini e Mario Monti per parlare di terremoto e non solo.

All’insegna della sobrietà – A conclusione del vertice, la presidenza della Repubblica ha diramato una nota in cui è stata ribadita la linea tracciata dall’inquilino del Colle: “Le tradizionali celebrazioni saranno improntate a criteri di particolare funzionalità e sobrietàsi legge nella comunicazione – sia per i limiti entro cui si svolgerà la rassegna militare, sia per i caratteri che assumerà l’incontro in Quirinale con i rappresentanti del corpo diplomatico, di tutte le istituzioni e di significative espressioni della società civile”.

Fermezza per superare i problemi – “La riaffermazione della vitalità e responsabilità delle forze dello Stato così come la manifestazione – in occasione del 2 giugno – di quel rinnovato senso di unità e coesione nazionale emerso con tanta evidenza dalle celebrazioni del Centocinquantenario della fondazione dello Stato unitario – continua la nota diffusa ieri dal Quirinale – costituiscono un solido fondamento per il rafforzarsi dell’indispensabile fermezza e fiducia con cui affrontare i problemi dell’oggi e del domani, a cominciare da quelli delle popolazioni e dei territori colpiti dal recente terremoto“.

Maria Saporito