285 milioni alle slot machine, colpa del premio produttività di Berlusconi

285 milioni di euro, adesso nelle casse dello Stato verranno distribuiti ai concessionari delle slot machine. Soldi che in molti vorrebbero vedere spesi diversamente, soldi che potrebbero coprire il conto del terremoto, che invece sarà pagato grazie all’aumento delle accise sui carburanti. Un primo tesoretto da 62 milioni derivano dal decreto anti-crisi del 2088 voluto dall’ex premier Silvio Berlusconi, che riduce l’aliquota delle tasse sugli introiti delle slot machine. Il secondo tesoretto, ancor più consistente, pari a 233 milioni di euro, è dovuto a un decreto, sempre del precedente governo Berlusconi, che attribuisce ai concessionari un premio pari allo 0,5% della raccolta dell’anno, se le slot sono collegate correttamente alla rete dei concessionari e trasmettono i dati alla Sogei.

La cosa stupisce molto anche perché nel febbraio scorso la Corte dei conti ha condannato gli stessi concessionari destinatari del premio a pagare 2,5 miliardi perché molte delle slot non avevano trasmesso i dati alla Sogei, impedendo di controllare la legalità delle giocate. A questo punto il governo Monti potrebbe proporre una compensazione a favore dei terremotati: si chiuderebbe la vertenza sulle maxi-multe, i concessionari delle slot rinuncerebbero ai loro crediti destinando i 223 milioni di euro e lo Stato rinuncerebbe alla sua pretesa sui 2,5 miliardi.

Irene Fini