Il capitale, la puntata del 3 giugno sulla Firenze del Duecento

Il capitale, la Firenze del Duecento – Nella puntata di oggi de Il capitale, il programma d’arte e cultura della domenica, in onda alle ore 13.25 su Rai3, l’attenzione sarà concentrata sulla città di Firenze, attraverso un percorso presso il Museo della Confraternita della Misericordia, il Museo dell’Opera del Duomo, la mostra Denaro e Bellezza a Palazzo Strozzi, e una visita al Duomo di Prato. Max Weber, in un suo testo fondamentale, pubblicato nel 1904, sostiene che il capitalismo moderno è nato dall’applicazione alla vita produttiva dello spirito individualista, frugale e meritocratico della Riforma Protestante. Philippe Daverio alimenta una tesi opposta, collocando la nascita del capitalismo moderno nel duecento a Firenze, in un ambito radicalmente diverso, che fa riferimento quindi a un’etica cattolica. Nel 1252, nasce infatti in città il fiorino, moneta che determina la nascita dell’economia moderna, basata sull’oro. Il fiorino diventa subito la moneta di riferimento per tutta l’economia del vecchio continente medioevale. La nascita della nuova moneta non avviene per caso: la società produttiva fiorentina ha generato infatti una vera borghesia che si articola attorno al governo delle arti, cioè le corporazioni. Tra queste, quelle che contavano per davvero erano solamente le arti maggiori, cioè mercanti, notai, giudici, banchieri, lanaioli, setaioli, pellicciai, speziali, medici. Nessun potere era riservato invece per le arti minori, mestieri più semplici come il macellaio, il vinaiolo o il legnaiolo, ma queste sono alla radice di quella accentuata conflittualità che sarà il motore di tutta la politica successiva.

G. T.