Siria, le prime parole di Assad dopo la strage di Hula

Opera di mostriBashar al-Assad non ha usato mezze misure per prendere le distanze dal massacro compiuto a Hula tra il 25 e il 26 maggio: “Quello che è avvenuto ad Hula e altrove in Siria è un massacro brutale che neanche dei mostri avrebbero commesso“, ha dichiarato il Presidente nel discorso per l’insediamento del nuovo Parlamento nazionale. Assad ha definito “insopportabili” le immagini che testimoniano l’eccidio di oltre 108 persone, di cui 49 bambini; ma è invece diversa l’interpretazione che delle immagini, anche di tipo satellitare, data dagli osservatori Onu e dalla comunità internazionale, che attribuiscono le responsailità della strage proprio alle forze governative; la Russia, storica partner di Damasco, inizia a trovare difficoltoso il supporto al regime di Assad, e commentando l’accaduto ha dichiarato che le responsabilità dell’eccidio ricadono sia sui ribelli sia sulle forze fedeli al regime.

Nemici all’interno – Il leader del Paese mediorientale però non ha preso in considerazione i commenti che arrivano dall’esterno, e nel suo discorso ha ribadito “Non ci saranno compromessi nella lotta contro il terrorismo e coloro che lo sostengono. I terroristi non sono interessati al dialogo o alle riforme. Hanno una missione e non si fermeranno fino a che non l’avranno compiuto o fino a che noi non li fermeremo“. Nel prosieguo, Assad ha preso in considerazione l’ipotesi di una “guerra orchestrata dall’esterno”, in cui i nemici sono ormai all’interno del Paese. A maggior ragione, ha concluso il Presidente siriano, insieme al dialogo politico deve continuare di pari passo la lotta al terrorismo.

Damiano Cristoforoni