Concluso il vertice Russia-Ue tra intese e disaccordi

Niente di fatto – Si è concluso oggi a San Pietroburgo il vertice bilaterale tra Russia e Unione Europea, presenziato dalle massime autorità di entrambe le diplomazie: il Presidente del  Consiglio Europeo Herman Van Rompuy, il Presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso, e il leader russo Vladimir Putin.
Diversi i temi affrontati nel corso del summit, alcuni dei quali hanno provocato più di un attrito tra le parti; poche le divergenze sulla questione siriana: “Dobbiamo unire i nostri sforzi per evitare la guerra civile in Siria. Siamo d’accordo che il piano Annan offre la migliore occasione per rompere il ciclo di violenze” ha dichiarato Van Rompuy, incontrando l’approvazione di Mosca che però ha ribadito il suo deciso no a qualsiasi opzione non diplomatica.

Economia – I problemi si sono fatti più evidenti quando il discorso si è spostato sui temi economici: si è infatti ulteriormente allontanata la firma del trattato commerciale tra Russia e Unione Europea. È stato proprio Putin ad esporsi, affermando che le differenze sui temi economici tra i due partner rappresentano “un grande ostacolo”; il Presidente russo ha confermato la volontà di realizzare un progetto strategico con Bruxelles, ponendo però come prioritari gli impegni presi con gli altri membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Dagli ambienti Ue filtra però una certa incredulità rispetto alle parole dell’inquilino del Cremlino, considerate alla stregua di una giustificazione volta a guadagnare tempo.

Damiano Cristoforoni