Terremoto in Emilia Romagna: la Severino propone di utilizzare i detenuti per la ricostruzione

Magnitudo 3.0 – Dopo la nuova forte scossa di ieri sera, pari a 5.1 gradi della scala Richter, con epicentro nei comuni tra Novi, Cavezzo, Concordia, San Possidonio e Mirandola, e avvertita a Milano, Firenze e Venezia, che ha provocato ulteriori crolli nelle zone già duramente colpite dai precedenti sismi, nell’arco della mattinata odierna la terra ha continuato a tremare: sono state registrate diverse scosse intorno ai 3 gradi.

Gli edifici storici – La scossa di ieri sera ha provocato il crollo definitivo di alcuni edifici storici, già fortemente danneggiati, come per esempio la torre di Novi di Modena, che a questo punto è completamente rasa al suolo. Fortunatamente non ci sono stati feriti, soprattutto perché tutti gli abitanti dei comuni colpiti vivono all’interno delle tende.

La proposta del ministro della Giustizia – Paola Severino ha avanzato la proposta di far contribuire alla ricostruzione i detenuti ritenuti non pericolosi, soprattutto negli interventi di ripristino degli edifici danneggiati. In un momento in cui si rendono necessari interventi urgenti, la popolazione carceraria già in regime di semilibertà o non pericolosa, che ha dimostrato durante il periodo di detenzione la voglia di ricominciare e reinserirsi nella società, potrebbe rivelarsi utilissima per quella che potrebbe diventare una bella opportunità di ricostruzione con tempi molto più rapidi e al tempo stesso di reintegrazione dei detenuti.

Marta Lock