Severino: Impieghiamo i detenuti per la ricostruzione

Impiegare i detenuti nella ricostruzione – La terra continua a tremare in Emilia, quindici scosse di magnitudo compresa tra 2 e 3, hanno tenuto svegli i terremotati anche questa notte. Dopo la scossa di magnitudo 5.1 di domenica scorsa, arrivata proprio quando si sperava di poter pensare ad un dopo terremoto, a ricostruire e ad un po’ di tranquillità, è arrivata la proposta del ministro della Giustizia Paola Severino. A Bologna in visita al carcere della Dozza il ministro Severino ha lanciato un’idea destinata a far parlare di sé: impiegare i “detenuti non pericolosi”, ad esempio coloro che sono “in regime di semilibertà” nella ricostruzione in Emilia.

Vorrei che fossero tutte le carceri della regione a dare questo contributo – “Il lavoro – ha spiegato l ministro Paola Severino – è la vera risorsa per spingere il detenuto al rientro in società e ora che il terremoto impone interventi immediati e tempestivi, mi piacerebbe che anche i detenuti fossero tra i protagonisti di quella che vorremmo fosse una ripresa esemplare dell’Emilia-Romagna”. L’idea, come ha specificato il ministro non riguarderebbe solo la Dozza, ma l’intera regione: “Vorrei che fossero tutte le carceri della regione a dare questo contributo”. C’è già chi polemizza sulla proposta, come il leghista Calderoli: “Invece dei carcerati è meglio far rientrare i nostri soldati italiani dalle missioni all’estero”.

Irene Fini