Soundgarden: che ritorno dopo sedici anni! (recensione)

Soundgarden, 4 giugno 2012, Milano, Arena Fiera di Rho. I Soundgarden sono tornati, per immensa gioia di tutti gli amanti del grunge di Seattle che ritorna prepotentemente a distanza di un ventennio dalla sua nascita. La band americana è stata da sempre affiancata ai grandi nomi più noti del “Seattle Sound”, Nirvana e Pearl Jam in primis e, a sedici anni dal loro scioglimento e dalla loro ultima data italiana, ritornano a solcare i palchi di tutta Europa con uno show che ne ripercorre tutta la carriera.
È una sensazione strana quella che si respira prima del concerto all’Arena Fiera di Rho: c’è la voglia di riscoprire le sonorità che hanno reso la band una delle più quotate nel loro genere e allo stesso tempo gli interrogativi su quello che effettivamente succederà sul palco sono tanti, per via di tutti questi anni di allontanamento volontario dei Soundgarden.
Prima di poter rispondere a queste domande, ad attendere il pubblico accorso, quattro band eccellenti: “The Afghan Whigs”, gruppo alternative rock statunitese, i “Refused”, band hardcore punk svedese, “The Gaslight Anthem”, ragazzotti punk rock del New Jersey e “Triggerfinger”, rock band belga.

Il concerto. Al calar del sole i Soundgarden si apprestano a salire sul palco, tra l’effervescenza di un pubblico che da anni attendeva questo momento. La formazione è la stessa di sedici anni fa: l’immenso Chris Cornell alla voce e chitarra, Kim Thayil alla chitarra, Ben Shepherd al basso e Matt Cameron alla batteria. Nonostante l’età anagrafica (tutti sono nati tra il 1960 e il 1968), immediatamente si percepisce che la loro voglia di suonare on stage è da fare invidia ai più giovani performer.
Il carisma è invariato: Chris Cornell è il vero trascinatore del gruppo, supportato dai tre bravissimi musicisti. Il palco è spoglio, per lasciare spazio alla musica e a giochi di luci colorate: alle spalle della band il loro logo enorme troneggia su un telo nero. Il pubblico si scalda immediatamente, tutti gli interrogativi svaniscono con le prime note di “Searching with my good eye closed”: la consapevolezza di poter assistere ad un evento unico e carico di talento pervade tutti gli spettatori accorsi.

«Vi proporremo brani dei nostri vecchi album. Anche perchè non c’è altro!». Chris Cornell, in una forma  davvero smagliante, è di poche parole sul palco: le canzoni vengono proposte senza interruzioni. Tra i brani proposti: “Gun”, “Fell on black days”, la colonna sonora del film “The Avengers”, “Live to rise”, “Rusty cage” e la stupenda “Black hole sun”.
Diciannove brani, una set list realizzata “ad hoc” per la tappa meneghina, un’ora e mezza di musica stupenda. Alla fine del concerto il pubblico procede verso l’uscita in modo stranamente ordinato e silenzioso, consapevole di aver assistito ad un evento unico, in una sorta di trance emozionale che lascia poco spazio alle parole, e tanto alle emozioni.
Per chi fosse interessato, Chris Cornell a fine giugno suonerà in quatro date soliste sulla nostra penisola: 25 giugno a Udine, 26 giugno a Torino, 28 giugno a Verona e 29 giugno a Firenze.

Pier Luigi Balzarini