Calcioscommesse, anche Torino apre un’inchiesta: indagata la ricevitoria di Parma

Calcioscommesse – Lo scandalo del Calcioscommesse si allarga a macchia d’olio. Dopo quelle di Cremona, Bari e Napoli, anche la Procura di Torino ha ufficialmente aperto un’inchiesta sulla piaga che nelle ultime settimane sta colpendo il mondo del pallone. Stando alle ricostruzioni dei pm esisteva un altro giro di personaggi, più o meno legati al modo dello sport, che scommetteva  su eventi sportivi con la quasi certezza del risultato finale. La perquisizione effettuata venerdì scorso nella tabaccheria di Parma ha fatto venire a galla un dato decisamente anomalo: nell’83% dei casi le giocate risultavano vincenti. La tabaccheria incriminata è quella di proprietà di Massimo Alfieri, ad oggi l’unico iscritto al registro degli indagati con l’accusa di frode sportiva.

Buffon estraneo – Nessun pericolo, invece, per Gianluigi Buffon, i cui assegni versati all’amico Alfieri avevano fatto scattare i controlli della Guardia di Finanza. Il portierone della Nazionale, almeno per il momento, non risulta in alcun modo coinvolto nella vicenda: resta ancora da stabilire se abbia scommesso e, eventualmente, che tipo di puntate abbia fatto. Il rischio rimane quello dell’illecito sportivo, ma vale solo ed esclusivamente nel caso in cui Buffon abbia scommesso sul calcio: la Federazione, infatti, vieta ai calciatori di puntare sulle partite di calcio, ma concede piena libertà per quanto riguarda gli altri sport.

Pier Francesco Caracciolo