Emendamento Severino sulla responsabilità dei giudici: Solo indiretta

L’intervento del Ministro Severino – Sulla responsabilità dei giudici interviene il governo, con un emendamento che porta la firma del Ministro Paola Severino.
Secondo l’emendamento, la responsabilità dei giudici sarà indiretta, ovvero, in caso di errore, “ci si dovrà rifare prima sullo Stato”.
In poche parole, “chi ha subito un danno ingiusto per diniego di giustizia può agire contro lo Stato per ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e anche di quelli non patrimoniali che derivano da privazione della libertà personale. Lo Stato, poi, può esercitare il proprio diritto di rivalsa nei confronti dei magistrati entro i due anni dal risarcimento. E la misura di questa non può superare la somma pari alla metà di un’annualità dello stipendio, al netto delle trattenute fiscali, percepito dal magistrato al tempo in cui l’azione di risarcimento è stata proposta”.

Pd contro il Pdl – Il Pdl è il partito che da tempo prova ad inserire la norma sulla responsabilità diretta dei giudici, in caso di danno. Gasparri è il primo a commentare l’emendamento del governo: “Esprimo vivo apprezzamento per il parere votato oggi dalla commissione Giustizia del Senato, con il quale è stato riconosciuto e difeso il principio della responsabilità civile dei giudici. Per quanto riguarda l’emendamento del ministro Severino  lo valuteremo con attenzione. L’obiettivo del Popolo delle Libertà è difendere un principio, che deve entrare finalmente nel nostro ordinamento giuridico. Su questo non siamo disposti a fare passi indietro, mentre siamo aperti a discutere nel merito della questione“.
Ma dal Pd la Finocchiaro attacca: “L’atteggiamento tenuto dal Popolo delle Libertà in commissione Giustizia sulla questione della responsabilità civile dei magistrati è grave e pericoloso. Grave nel merito, perché il parere presentato da Centaro non è che la sostanziale riconferma dell’emendamento Pini, con un’evidente volontà intimidatoria nei confronti dei magistrati. Inoltre si tratta di un atteggiamento provocatorio, che vuole risolvere in maniera sbagliata, forzata e arrogante una questione molto delicata che noi continuiamo a pensare debba essere stralciata dal provvedimento“.

Matteo Oliviero