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Fini galvanizza i suoi: Basta piangersi addosso, ritorniamo a destra

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Un‘assemblea di partito convocata per il 30 giugno e un raduno (da tenersi probabilmente a settembre) teso a coinvolgere la società civile. Sono questi i prossimi appuntamenti illustrati ieri da Gianfranco Fini durante l’ufficio di presidenza di Fli. Il leader, stando alle indiscrezioni filtrate, sarebbe tornato in campo con rinnovato entusiasmo, annunciando il lancio di “5 idee choc” destinate a “spaccare l’opinione pubblica”. Non solo: dopo l’esperienza (non troppo felice) con Casini e Rutelli, il presidente della Camera avrebbe deciso di ritornare alle origini, rivendicando la vocazione “di destra” del suo schieramento.

Il decisionismo di Fini – “Dovremo presentare 5 proposte choc che si impongano nel dibattito politico. Queste proposte devono spaccare l’opinione pubblica, devono essere quasi un pugno”. Sarebbero queste le parole che il numero uno di Fli, Gianfranco Fini, avrebbe consegnato ieri ai dirigenti intervenuti all’ufficio di presidenza del partito. “Io ho le idee chiarissime su quello che dobbiamo fare e anche su qualche idea forte – avrebbe precisato il presidente della Camera – ma ho bisogno del contributo concreto di tutti voi”.

Il ritorno all’autonomia – “Basta piangersi addosso, bisogna spostare l’attenzione dal contenitore al contenuto – avrebbe aggiunto Fini – Se riusciamo in questa impresa possiamo perimetrare di conseguenza anche le nostre ipotetiche future alleanze”. Il leader di Fli è, infatti, convinto che l’incognita sulla legge elettorale renda vana qualsiasi ipotetica costruzione di intese future, da qui l’invito (rivolto agli altri dirigenti di Fli) a destinare entusiasmo ed energia alle idee da realizzare in autonomia.

Un progetto da rilanciare – “Dobbiamo rilanciare il progetto costitutivo di Fliavrebbe scandito Fini – tornare alla fase in cui dovevamo rappresentare una certa idea dell’Italia vista da destra. Restare con il merito di aver archiviato Berlusconi non basta, dobbiamo definire una fisionomia culturale del movimento”. Un riposizionamento “a destra” controbilanciato dalla volontà di aprire le porte alla società civile. In che modo? Convocando un’assemblea, denominata “dei Mille”, invitata a tracciare un profilo nuovo del movimento. Un raduno a cui nessun dirigente politico, ha precisato il presidente di Montecitorio, potrà partecipare.

Maria Saporito