Il Travaglio di Telese: Lascio il Fatto e fondo Pubblico

Il divorzio tra il giornalista Luca Telese e il Fatto Quotidiano (ampiamente annunciato negli ultimi giorni) è stato confermato dal diretto interessato in una “confessione” consegnata oggi al Corriere della Sera. Una decisione, quella del conduttore di In onda, maturata alla luce della montante “disarmonia” redazionale, soprattutto con il vicedirettore Marco Travaglio. Di cui Telese ha fornito un ritratto inclemente: “Con Marco non si parlaha affondato il giornalista – Non è interessato al dibattito democratico”. 

Via dal Fatto – L’esperienza al Fatto Quotidiano? “Indimenticabile”, ma destinata all’inevitabile conclusione. Luca Telese ha rotto gli indugi e, in una “chiacchierata” con la collega Angela Frenda del Corriere della Sera, ha oggi dato conferma  ai rumors circolati negli ultimi giorni che riferivano di un suo imminente addio al giornale diretto da Antonio Padellaro“La mission di quel giornale si è esauritaha esordito Telese – Non è passato dalla protesta alla proposta. Quando il governo Berlusconi è caduto, ci siamo chiesti: ora cosa dobbiamo cambiare? Travaglio ha detto: nulla. Io ho risposto: tutto. Ecco perché vado via. Perché non puoi continuare, a guerra finita, a mozzare le teste di cadaveri sul campo. Non puoi solo demolire – ha spiegato il giornalista – È il momento di costruire“.

Le tensioni con Travaglio – E che a incoraggiare la sua scelta sia stata proprio la “distanza” con il popolare vicedirettore Marco Travaglio, Telese lo ha detto chiaramente. “Diciamo che al Fatto eravamo divisi tra Bosnia-Erzegovina e Croazia – ha spiegato – E che politicamente, a un certo punto, hanno preso il potere i croati. Così dopo il primo turno delle amministrative, Beppe Grillo è diventato Gesù. Casaleggio un guru. Ma il povero Tavolazzi (ex Movimento 5 Stelle espulso da Grillo, ndr) non lo si poteva intervistare. Due culture diverse avrebbero potuto convivere – ha precisato il conduttore de La7 –  ma con Marco non si parla. In una discussione ha due reazioni: se è arrabbiato gira il collo a 37 gradi da un lato, tace e gli si gonfia una vena. Se non è d’accordo sorride. Non è interessato al dibattito democratico“.

In arrivo Pubblico – Una “distanza”, quella tra lui e il “teletribuno” di Santoro, destinata a tradursi in un vero e proprio duello redazionale. Dal prossimo 18 settembre sarà, infatti, possibile acquistare in edicola Pubblico, il nuovo quotidiano targato Telese. Un’avventura coraggiosa, nella quale il conduttore di In onda ha voluto coinvolgere alcuni ex colleghi del Fatto e molti nomi noti del giornalismo italiano come Ritanna Armeni, Corrado Formigli e il blogger Mario Adinolfi. A “impreziosire” il foglio “anti-Travaglio” sarà anche Carlo Freccero, mentre la cantante Fiorella Mannoia ha confermato la sua partecipazione come azionista della nuova impresa editoriale.

Un giornale anti-casta – “Sarà un giornale costruito sul modello di un garage della Silicon Valley – ha promesso Telese – Voce ai giovani contro la casta dei 60enni. Cambiare l’agenda di sinistra. E finalmente – ha rincarato sul finale il giornalista togliendosi l’ultimo “sassolino” dalla scarpa – non sarò più vittima dell’ossessione di Travaglio, e di tutti i mafiologi, del ‘papello’ di Spatuzza”.

Maria Saporito