Direzione Pd: cresce l’attesa su primarie e alleanze

A poche ore dall’avvio dell’attesissima direzione nazionale del Pd, i rumors e le congetture continuano a inseguirsi senza sosta. Al segretario Pier Luigi Bersani toccherà oggi sciogliere le riserve su molti nodi intricati come le primarie (di partito o di coalizione?) e le alleanze future (più a sinistra o al centro?). Punti scivolosi, intorno ai quali – stando ai soliti beninformati – si sarebbero già consumati tensioni e dissapori.

Bersani apre a tutti – “Un appello largo“, da rivolgere a una platea diversificata di interlocutori: nei giorni scorsi il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è tornato più volte su questo punto, aprendo alla definizione di un programma condiviso intorno al quale riunire “tutti quelli che ci stanno”. Un appello tanto “democratico” quanto fumoso, che – se venisse confermato nel corso della direzione nazionale convocata oggi a Roma – potrebbe contribuire a incrementare il caos all’interno del partito.

Alleanze da definire – Dopo le pressioni esercitate da Nichi Vendola e Antonio Di Pietro (che a Bersani hanno inviato ultimatum più o meno velati) e i continui tentennamenti di Pier Ferdinando Casini, in molti sperano che il segretario pronunci oggi parole meno sibilline sulle alleanze da cementare, ma le premesse della vigilia non sembrano promettere niente di buono. O almeno di risolutivo.

Incognita primarie – Tra i punti da sciogliere resta poi l’eterna incognita sulle primarie. In molti scommettono che Bersani confermerà oggi l’intenzione di candidarsi a premier (chiudendo obliquamente alle primarie di partito), ma non è escluso che il segretario decida alla fine di cambiare strategia. Tra i tanti democratici che oggi parteciperanno alla riunione di direzione ci sarà anche il “rottamatore” Matteo Renzi (versione silente), che da sempre pungola Bersani proprio su questo argomento. Il segretario potrebbe decidere di raccogliere il “guanto” lanciato dal sindaco di Firenze disattendendo quanto previsto  dallo Statuto e aprendo (a  sorpresa) alle consultazioni interne sul candidato premier.

Al mercato delle riforme – E poi i messaggi da inviare agli interlocutori esterni, con particolare riferimento al Pdl. Stando a quanto trapelato finora, Bersani starebbe, infatti, pensando di “barattare” la riforma elettorale con quella del semi-presidenzialismo sponsorizzata dal Cavaliere e Alfano. Congetture che solo le prossime ore potranno confermare o sbugiardare.

Maria Saporito