Guillermo Del Toro parla della sua versione di Pinocchio

Primi dettagli del nuovo progetto – Il regista Guillermo del Toro ha rivelato, durante un’intervista con Entertainment Weekly, i primi dettagli relativi al progetto di riportare la storia di Pinocchio sul grande schermo e in versione 3D, con la collaborazione di Mark Gustafson.
Il famoso burattino di legno creato dallo scrittore Carlo Collodi ha sempre affascinato il visionario filmaker che lo ha associato a Frankenstein perché entrambi i personaggi sono stati creati e si perdono in un mondo che non capiscono, oltre a compiere un percorso personale di crescita e comprensione.
L’attenzione di Del Toro si è quindi concentrata sul modo in cui rendere la fiaba emozionante e coinvolgente a livello universale.
Il progetto è in fase avanzata: la sceneggiatura è già stata scritta e soddisfa il regista che in seguito si occuperà degli aspetti visivi, della stesura dello storyboard ed infine ricontrollerà e sistemerà il copione.

Temi più adulti – Fonte d’ispirazione per questa nuova versione cinematografica di Pinocchio sono state le illustrazioni dell’artista Gris Grimly con cui sta collaborando in modo costante per tracciare l’aspetto dei vari personaggi.
Da un autore come Guillermo Del Toro non ci si potrà certo aspettare una versione destinata ad un pubblico di bambini come il classico d’animazione: “La versione della Disney è uno dei miei film d’animazione preferiti di sempre. Quello che farò è invece destinato ad un pubblico di età superiore ai tredici anni, più per adolescenti e teenager. Esito a dire solo più dark, perché non è semplicemente così. E’ una storia che si è adattata ad una realtà più complessa, con questioni etiche più complesse. E’ più una storia per giovani che per bambini“.
Nel film ci saranno infatti momenti paurosi, e il regista ha già parlato ad alcuni attori che hanno confermato il loro interesse.
Tra gli interpreti di Pinocchio si potrebbe inoltre vedere Tom Waits nel ruolo di Geppetto, mentre Nick Cave potrebbe comporre la colonna sonora del film.

Beatrice Pagan