Italia-Spagna 1-1, l’editoriale di Marica Longini

Milano, ore 17,55: un silenzio tombale si sostituisce al solito caos del centro…c’è l’evento delle 18,00 da non perdere: ITALIA-SPAGNA, la partita della “vita”, una rivincita che invoca tutta l’Italia, dilaniata dai continui terremoti, dalle morti innocenti e ingiustificate, dalla diffusa e difficile situazione economica, dalla vicenda del calcioscommesse che è arrivata sino a Coverciano e ha tenuto testa sui giornali e in tv al posto del calcio giocato.

Prima del fischio d’inizio dell’arbitro Kassai, l’inno di Mameli riempie i cuori… sono oramai un mero ricordo i tempi in cui ai giocatori della Nazionale Italiana si rimproverava il fatto che non cantassero uno degli inni più belli del mondo. Tutti cantano, tutti partecipano, tutti sono emozionati davanti ad una tribuna d’onore ove siedono, tra gli altri, Napolitano e Abete, anche loro molto partecipativi.

“Stringiamoci forte, siam pronti alla morte”: è il grido dell’Italia tutta che cerca il riscatto in ogni campo, non solo in quello di Danzica. Fischio d’inizio: si nota subito che l’Italia c’è contro i Campioni del mondo, quella stessa Italia reduce da una per niente confortante prestazione contro la Russia, la squadra rivelazione probabilmente di questo Europeo – il tempo e le future prestazioni ce ne daranno conferma.

L’Italia soffre ma crea, tant’è che passa in vantaggio con Di Natale al 61′, viene poi ripresa da Fabregas al 64′, ma resiste ,e con il cuore e una grande grinta forse inaspettata per molti, conquista un pareggio decisamente meritato.

È un match equilibrato, partita senz’altro intensa, il primo tempo finisce 0-0 con occasioni da entrambe le parti, in particolare una di T. Motta al 45′ e una del solito Iniesta, il più pericoloso delle furie rosse; ma da evidenziare anche un paio di occasioni per Cassano fermato da Casillas e un bel colpo di tacco di Supermario (non tanto super stasera), ammonito difatti per un fallo che probabilmente poteva evitare.

Partita piacevole, con De Rossi nel ruolo atipico di difensore centrale nel 3-5-2 schierato dal coraggioso Prandelli, ruolo che ora gli sembra più congeniale, soprattutto quando al 25′ Capitan Futuro chiude Iniesta che sino ad allora era stato il più temibile degli spagnoli. Nel primo tempo la coppia d’attacco titolare Cassano–Balotelli non è particolarmente incisiva come ci si aspettava, soprattutto Supermario quando al 53′ conquista un ottimo pallone e si presenta da solo davanti a Casillas, ma, purtroppo, si distrae e fa sfumare così una grande occasione, prontamente contrastato dall’esperto Sergio Ramos. Svanisce così la possibilità di dimostrare già in questa prima partita di essere veramente il Supermario che tutti bramano.

Protagonista e uno dei migliori, se non il migliore, in campo per gli Azzurri è Totò Di Natale, che sostituisce Balotelli al 55′ e che va subito, dopo appena cinque minuti dal cambio, in gol; non segnava con la maglia azzurra dai mondiali in Sud Africa e fa così sognare gli italiani, con il notevole contributo e l’ottimo assist di Pirlo. Al 64′ gli equilibri si ristabilizzano grazie alla rete siglata da Fabregas, che si inserisce al centro della difesa e batte l’estremo difensore della Nazionale italiana. Del Bosque concede l’occasione di far vedere il suo reale valore, quello di qualche tempo addietro, al Niño, il grande escluso Torres, che entra al posto dell’autore del gol per gli spagnoli e prova seriamente a segnare, ma Buffon, nelle vesti di un vero difensore, riesce a sventare il gol del 2-1. El Niño ci prova ancora ma senza successo, spreca, difatti, malamente un gol praticamente fatto e perde così l’occasione, almeno in questo match, di dimostrare di essere il bomber di qualche tempo fa.

Altre azioni degne di nota in questo match che ci ha rifatto gli occhi dopo la brutta prestazione della nostra Italia contro la bella Russia vista sinora: bella intesa Giovinco (che ha sostituito Cassano) – Di Natale al 77′ e strepitosa occasione di Marchisio all’88′ con una percussione che impegna Casillas. Ultimo cambio Nocerino per T. Motta.

Bella questa Italia: reattiva, propositiva, entusiasta, creativa, di più non le si poteva chiedere, più che dignitosa in tutti i reparti, da quello difensivo, grazie anche a un De Rossi concentrato e sempre pronto, a un Chellini in grandi condizioni, al centrocampo monitorato dal solito e instancabile Pirlo e ad un attacco in cui ha brillato su tutti Di Natale, che segna, poi successivamente ha una grande occasione che non riesce però a sfruttare, mette paura alla difesa spagnola e dà profondità.

Ora l’Italia è consapevole dei propri mezzi, i nostri giocatori sono stati in grado di affrontare i Campioni del mondo giocandosela alla pari. Cosa chiedere di più per questo primo match negli Europei in corso in un contesto non propriamente idilliaco per la nostra Italia?!

Ecco il bello del calcio: partite come quelle di stasera giocate con il cuore, la grinta e i muscoli; l’Italia è una squadra fatta di singoli, ma di singoli che si sacrificano e giocano per la squadra. E’ questo il calcio che ci piace. La ciliegina sulla torta? Obodo è libero! Stasera è proprio una bella sera! Alla prossima partita…

Marica Longini