Suicidi in carcere: detenuto si impicca a Montacuto

 Aveva ucciso la moglie – Stava scontando la condanna per aver ucciso la moglie, lo scorso 14 gennaio all’interno dell’appartamento in provincia di Macerata nel quale vivevano. Questa mattina è stato trovato impiccato al termosifone della propria cella all’interno del carcere circondariale Montacuto di Ancona. Inutili i tentativi di rianimarlo da parte degli uomini del 118, subito accorsi sul posto.

Il segretario regionale del SappeAldo Di Giacomo, segretario regionale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, ha iniziato venti giorni fa uno sciopero della fame per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul problema dei suicidi in carcere, che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti.

Le condizioni di vita – Secondo Di Giacomo, uno dei motivi principali del dilagare del fenomeno dei sucidi, sarebbero le condizioni di vita all’interno dei penitenziari italiani, sovraffollati fino all’inverosimile, e la scarsità del personale di polizia penitenziaria che causa condizioni di lavoro difficili da sostenere per chi deve convivere quotidianamente con i disagi dei detenuti. Di Giacomo ritiene che ci sia una scarsa attenzione da parte delle istituzioni e della politica, e annuncia che se la sua protesta non verrà ascoltata e non verrà convocato un incontro da parte del ministro e dall’Amministrazione locale, lunedì inizierà anche lo sciopero della sete.

Marta Lock