VaticanLeaks, Padre Lombardi: “Gabriele unico indagato, ma non è capro espiatorio”

Nessun capro espiatorio – Le indagini relative alla fuga di notizie in Vaticano fervono, e nonostante l’apparente lentezza, il lavoro degli inquirenti della Santa Sede prosegue ininterrottamente. A dirlo è Padre Federico Lombardi, capo uffico stampa del Vaticano, che stamattina, in un incontro con i giornalisti, ha voluto chiarire alcune questioni sollevate dalla stampa italiana: “L’idea che Paolo Gabriele sia un capro espiatorio non corrisponde alla realtà, anzi attraverso le indagini che si stanno portando avanti si vogliono capire bene le altre responsabilità che ci sono oltre la singola persona“. Al momento, ha dichiarato Padre Lombardi, Gabriele resta in custodia cautelare, anche se i suoi avvocati hanno presentato un’istanza per la libertà provvisoria.

Collaborazione – L’autorità della Santa Sede ha poi dedicato un’ampia parte dell’incontro al tema della collaborazione tra Vaticano e giustizia italiana, argomento spinoso fin dai tempi del caso Orlandi e tornato in voga anche a causa dello scandalo legato allo Ior: “il mito che il Vaticano non voglia collaborare con la giustizia italiana va sfatato, noi non riteniamo che sia fondato“, ha ribadito Lombardi, aggiungendo che “non è vero che il Vaticano non risponde alle rogatorie, non è vero che non vi sia disponibilità a collaborare con la giustizia italiana“. A tutt’oggi, però, non si è ancora parlato di unire le forze in questa inchiesta, anche se l’assenza di rogatorie, da un punto di vista formale, non significa che cittadini italiani non siano già stati ascoltati dagli inquirenti del Vaticano.

Damiano Cristoforoni