Di Pietro sugli esodati: Una lotteria sulla pelle dei lavoratori

Il commento politico più severo al “balletto” di cifre trasmesso ieri dagli organi d’informazione in riferimento alla platea dei cosiddetti “esodati” è arrivato da Antonio Di Pietro. Dopo i numeri ufficializzata dall’Inps (di gran lunga superiori a quelli indicati dal ministro Elsa Fornero), il leader dell’Idv ha, infatti, sentito il bisogno di intervenire, affidando al suo blog una pesante invettiva rivolta al governo, ma anche al Pd.

Il bluff dello Stato – “Questo tira e molla sugli ‘esodati’ non è degno di uno stato di diritto. I numeri della platea interessata non tornano, e questo si sapeva sin dal primo momento, sin da dicembre, prima del varo della riforma sulle pensioni”. E’ questo l’incipit del post pubblicato ieri da Antonio Di Pietro sul blog dell’Idv per “bacchettare” la condotta del governo in riferimento alla complessa questione degli “esodati”. “Tantissimi lavoratori che avevano fatto un patto con lo Stato hanno appreso, da un giorno all’altro – ha ricordato l’ex togato – che era tutto un bluff e che lo Stato, che avrebbe dovuto proteggerli, li ha scaricati senza alcuna giustificazione e coerenza”.

Accordi stracciati – “Può un paese civile agire come una Repubblica delle Banane, calpestando così lo stato di diritto? – ha chiesto provocatoriamente il leader dell’Idv – Il governo può fare carta straccia degli accordi e delle leggi con la giustificazione di dover far quadrare i conti? Al danno si aggiunge la beffa: il tentativo di recuperare, per decreto, solo 65 mila fortunati. Una lotteria sulla pelle dei lavoratori“.

L’attacco al Pd – Ma nel suo caustico intervento, l’ex pm non ha dimenticato di citare anche il partito di Pier Luigi Bersani“Il Pd che dice di volersi candidare a governare il paese, come ha fatto ad avallare questo scempio? – ha affondato Di Pietro – Come può dichiararsi leale a un esecutivo che tradisce i lavoratori? Al Senato il gruppo del Pd ha ritirato l’emendamento a favore degli ‘esodati’, fidandosi delle promesse della Fornero. Bel capolavoro!”.

Maria Saporito