Esodati, Fornero furiosa con l’Inps: Da loro numeri parziali e non spiegati

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:09

All’indomani dell’incidente con l’Inps che ha sbugiardato il numero degli “esodati” conteggiato dal governo, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, è apparsa più che irritata. Intervenuta oggi all’Assemblea di Confartigianato che si è svolta a Roma, la responsabile del Welfare ha tradito grande insofferenza e, a margine dell’incontro, ai cronisti che l’hanno interpellata sull’argomento: “L’Inps ha diffuso numeri parziali e non spiegati”, ha tagliato corto.

La “ramanzina” all’Inps – “Io dico solo che sono usciti dei documenti che contengono numeri parziali e non spiegati. Il ministro non ha mai voluto dire che i numeri non debbono essere dati, dico soltanto che quelli sono parziali e non interpretati“. Sono queste le parole (pesanti come pietre) che il ministro Elsa Fornero ha consegnato oggi ai tanti giornalisti che l’hanno incalzata sul qri pro quo consumatosi ieri con i vertici dell’Inps. “Dare dei numeri così, su questioni che interessano molti italiani – ha continuato la Fornero infierendo sull’Istituto di Previdenza – è molto improprio e deresponsabilizzante“.

Un errore grave – Di più: “Questo è un episodio graveha rincarato il ministro del Lavoro – Ribadisco l’intenzione seria del governo di intervenire su un problema che c’è, ma la cui dimensione esatta non è contenuta in quei numeri perché, per esempio, più di 60 mila di quelle persone sono già in pensione o ci stanno andando quest’anno. I numeri vanno dati quando sono interamente conosciuti, corretti e corredati da un’analisi e da soluzioni che si possono spiegare al pubblico. Per il momento – ha spiegato stizzita la Fornero – non siamo in questa situazione”. 

Graziati perché pubblici – E a chi le ha chiesto se ravvisasse nello sgradevole “incidente” motivi bastevoli a giustificare le dimissioni di qualche dirigente dell’Inps: “Se fossimo in un settore privatoha freddato la responsabile del Welfare – questo sarebbe un motivo per riconsiderare i vertici. Siamo nel settore pubblico, ci sono le leggi, c’è il Parlamento e tutte queste procedure vanno rispettate”.

Maria Saporito

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