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La Collina dei conigli: dal laboratorio alla famiglia

La Collina dei conigli. Un anno e mezzo fa la conferenza stampa inauguale aveva ben illustrato il funzionamento del primo centro di recupero per animali da laboratorio. A distanza di 18 mesi l’attività del centro, obiettivo di vita dei due fondatori Marina Giorgi e Stefano Martinelli, prosegue senza sosta. A mettersi a parlare con Martinelli, che della Collina dei conigli onlus è il presidente, si rischia di fare brutte figure. E’ un uomo navigato, che conosce perfettamente il mondo degli animali e anche quello degli animalisti. Quest’ultimo,  non di rado vive scontri ideologici all’interno di sé stesso, scontri che se da una parte fanno bene in quanto utilissime occasioni di confronto e di crescita, dall’altro talvolta irrigidiscono i rapporti tra una fazione e l’altra.

Martinelli punta tutto sulla prima parte della questione. Nel suo centro di recupero per animali da laboratorio (ma non solo, anche  reduci da maltrattamenti e abbandoni) l’integrazione è la prima regola. Lui, vegano da sempre, e che nemmeno riesce bene a capire per quale motivo la gente sia così propensa a mangiare carne, non ci pensa minimamente a muovere critiche nel merito. Intanto, visto che c’è sempre bisogno di volontari (il centro vive di luce propria, senza alcun finanziamento da parte di Comune o altri enti pubblici), sono tutti indistintamente bene accettipurché animati da buone intenzioni, a prescindere dall’alimentazione seguita, come in una grande famiglia (volendo intendere il senso qualitativo del termine); quella che conigli, cavie, topi e ratti, tutti ospiti della struttura, sperano di trovare una volta “recuperati”, o meglio, riabilitati. Detto questo, il dialogo, anche su temi duri, non può far altro che bene a tutti.

E infatti si finisce a parlare, ad esempio dei maltrattamenti di cani e gatti e del fatto che in Cina invece li mangino: “ma che differenza c’è tra un cane e una mucca?” si chiede Martinelli, un essere vivente, alla fine è sempre un essere vivente. Una questione di cultura insomma. Di una cultura che impone, o meglio propone di non mangiare animali, a prescindere dalla specie a cui appartengono. Il discorso con Martinelli, che va avanti almeno mezzora, ruota tutto attorno al mondo animale. Attorno a discorso ed interlocutori invece “ruotano”, nei loro giardinetti artificiali e nelle loro casette nascoste, un buon numero di cavie, incuriosite ed intimorite allo stesso tempo. Nonostante la paura, (le cavie non hanno sostanzialmente alcun tipo di difesa, possono solo scappare), qualcuna, dopo un po’ di tempo passato in osservazione e con molta cautela si avvicina, ti annusa, ti mordicchia. “E’ il loro modo di conoscere” spiegano al centro.  Fatti i convenevoli di rito,  ci si può addirittura spingere fino ad accarezzarle o a “grattarle” col dito, sempre dosando molto bene la forza. Danno l’impressione di essere contente, se ne vanno, ma poi tornano. Esserini innocenti, con chissà quale passato alle spalle che cercano un po’di tranquillità e di affetto da tutti. Ed è una vera e propria emozione quando ti porgono la loro zampetta minuscola.

Anche il coniglio ti annusa, tu gli metti lì il tuo naso e lui fà esattamente lo stesso. Dopodiché decide che farsi grattare il mezzo alle orecchie non è poi così male. Certo, nessun movimento brusco, nessun suono improvviso, sono comunque creature ancora molto spaventate, ogni emozione troppo forte va assolutamente evitata. Ma si potrà mai dire che non siano in grado di dare lo stesso affetto di un cane o di un gatto? C’è anche il topolino che, si sta cercando di capire il perché, non riesce a camminare molto bene. Nonostante questo, lui e qualche suo amico-coinquilino, vengono per così dire “a trovarti”, salendo con entusiasmo sui piedi del visitatore di turno.

Si diceva che la Collina dei conigli vive di luce propria. Per mandare avanti la baracca, rifugio unico nel suo genere, i volontari organizzano eventi, vendite di calendari, lotterie, insomma fanno promozione a 360 gradi, aiutati da sostenitori dislocati un po’ in tutta Italia. Ma il Comune non vi aiuta? “Non posso ancora rispondere – spiega Martinelli – noi non ci siamo ancora presentati, la giunta è appena cambiata e, data la situazione economica generale ci siamo fatti qualche scrupolo”. Alle ultime elezioni amministrative a Monza è stato eletto a sindaco Roberto Scanagatti (Pd). “Sicuramente chiederemo un incontro col sindaco – aggiunge – certo sarebbe bello se il neo-eletto primo cittadino dimostrasse autonomamente interesse per la nostra attività, anche perché Monza è l’unico Comune d’Italia ad avere un centro di recupero per animali provenienti dai laboratori di ricerca”.

Valeria Panzeri e Angelo Sanna